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Attualità venerdì 24 giugno 2022 ore 17:40

I compensi di Retiambiente deliberati dai Comuni

Daniele Fortini, presidente di Retiambiente

Al centro di una interpellanza in consiglio le retribuzioni dei vertici della società pubblica per la raccolta rifiuti nei Comuni della costa toscana



PISA — A seguito di una interpellanza presentata da Ciccio Auletta (Diritti in Comune) e discussa in consiglio comunale, Una città in comune e Partito della rifondazione comunista di Pisa parlano oggi di un "quadro inquietante relativo a Retiambiente", società pubblica partecipata dai Comuni delle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa-Carrara, che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti

"ll sindaco Conti - hanno specificato da Una città in comune e Prc - ha confermato quanto già segnalato dagli uffici comunali nella relazione contenuta nel bilancio consolidato del 2020, ma che misteriosamente è rimasto fino ad oggi nascosto. Il Consiglio di Amministrazione di Retiambiente si è aumentato il compenso con una cifra che, secondo gli stessi uffici comunali, contravviene alle norme vigenti: 60.000 euro al Presidente e 24.000 euro al Vicepresidente e agli altri consiglieri. Gli stessi uffici comunali evidenziano che questo non è in linea con la legge in quanto “il limite attualmente della disciplina è di 6.400,00 per tutto il CDA ai sensi dell’articolo 11 del Dl.gs. 175/2016”. Ricordiamo che i compensi dei membri del Cda vengono pagati dai cittadini e delle cittadine tramite la Tari, e un aumento dei compensi significa un aumento della Tari".

Una città in Comune e Prc ricordano inoltre che il Comune di Pisa ha un suo rappresentante nel Cda di Retiambiente, e chiedono come "a fronte di un simile rilievo" l'amministrazione comunale "non abbia preso alcuna iniziativa di verifica o azione". "Ma i problemi non finiscono qui - aggiungono -. Sempre grazie alla nostra interpellanza abbiamo scoperto che “non esiste alcun Andrea Nesi”, un nome che viene segnalato come 5° membro del Cda di Retiambiente nei verbali della società, ma che poi non risulta da nessun’altra parte, come evidenziato ancora dagli uffici comunali: né nella visura camerale né sulle pagine web della società". 

Dalla società Retiambiente, tuttavia, precisano che i compensi "sono stati regolarmente deliberati dall’Assemblea dei Soci del 18 Dicembre 2020, come riportato sul sito dell’azienda, nella sezione “Società trasparente”. In quell’occasione, il presidente specificò anche che tali compensi sarebbero stati erogati “solo quando ci sarà certezza della piena corrispondenza alle norme”. Cosa ovviamente verificata, con l'acquisizione di specifici pareri legali". 

"La dimensione del costo - puntualizzano ancora dalla municipalizzata dei rifiuti - fu stabilita in rapporto ai costi dell'organo amministrativo di società similari, regionali e italiane, sia del comparto ambientale che in generale del settore dei servizi pubblici locali. La richiamata assemblea dei soci del 18 Dicembre 2020 votò favorevolmente: 53 Comuni presenti, con due soli voti contrari, rappresentanti lo 0.051% del capitale sociale" 

Per quel che riguarda il consigliere Nesi, infine, da Retiambiente viene confermato che era stato nominato in quell'assemblea, che non ha mai accettato la carica e che quindi non ha mai percepito alcun compenso da Retiambiente". "Successivamente all'assemblea del 18 Dicembre 2020 l'ente designatario cambiò il nominativo proposto con quello della dottoressa Ilaria Tosi, tempestivamente cooptata nell'organo amministrativo e la cui nomina avrà ratifica, come stabilito dalle norme, nella prossima assemblea dei soci".


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