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Attualità mercoledì 08 aprile 2020 ore 11:07

Covid-19, parla Federico Gelli

Federico Gelli
Federico Gelli

Il presidente della Fondazione Italia in Salute a commento del sondaggio di Demopolis:"Il sistema sanitario toscano sta reggendo bene"



PISA — E' di queste ore il sondaggio realizzato da Demopolis in esclusiva per QuiNews-Toscanamedia sulla fiducia dei toscani nella sanità, nel Governo, nella Regione, nei sindaci, nell'emergenza Covid, dove si evidenzia un giudizio sostanzialmente positivo dei toscani verso il sistema sanitario regionale.

Abbiamo chiesto una riflessione a Federico Gelli fondatore e presidente della Fondazione Italia in Salute. Medico con specializzazione in sanità pubblica, è attualmente direttore delle maxi emergenze nell'azienda Usl Toscana centro. E' stato anche vicedirettore sanitario dell'azienda ospedaliero universitaria pisana e direttore sanitario del presidio ospedaliero Firenze centro. E' presidente di Cesvot Toscana e responsabile del rischio in sanità di Federsanità Anci. Nel 2000 è stato eletto nel Consiglio regionale della Toscana divenendo presidente della commissione sanità. Cinque anni dopo è stato vicepresidente della Giunta regionale. Nel 2013 è stato eletto alla Camera dei Deputati, dove è stato autore della legge che porta il suo nome sulla responsabilità professionale sanitaria, nata con l’obiettivo di combattere l’aumento indiscriminato del contenzioso medico-legale (i risarcimenti danno al paziente) e il fenomeno della “medicina difensiva”, cioè l’esecuzione di prestazioni cliniche da parte dei medici al solo scopo di tutelarsi dal rischio di azioni legali. Abbiamo chiesto a Gelli proprio alcune considerazioni legate all'attualità sul ruolo dei medici e del personale sanitario in questa fase di emergenza e la situazione in Toscana.

Partiamo proprio da un dato aggiornato ieri, quello dei decessi degli operatori sanitari. 94 medici morti, 26 infermieri, migliaia di contagiati. Sono stati fatti errori?

"Purtroppo in alcuni territori la fase iniziale dell'emergenza ha avuto un approccio approssimativo a fronte di una generosità e di un altruismo del personale sanitario che non è mai venuta meno. Mi riferisco in particolare al nord, dove non sono arrivate subito idonee misure di protezione".

E in Toscana? Il sondaggio di Demopolis dice che gli ospedali regionali sono promossi pienamente dai cittadini con un voto superiore al 7 per il 51% degli intervistati ed una piena sufficienza per il 24%. Qual'è il suo punto di vista?

"Abbiamo avuto più tempo per fronteggiare la situazione e siamo riusciti ad organizzarci. Non scordiamoci che nel frattempo sono arrivate anche le misure stringenti del Governo. Diciamo che siamo andati bene rispetto al quadro generale, reperendo i dispositivi di protezione individuale sui mercati internazionali e attingendo nelle prime settimane anche a forniture di aziende locali".

Sempre nel sondaggio solo quattro intervistati su dieci temono per la tenuta del sistema sanitario toscanoQual'è oggi la situazione?

"Il sistema sembra che stia reggendo bene, sia sui ricoveri ospedalieri, sia sulla gestione dell'intensità di cura che prevede, per il Covid, cure intermedie e alberghi sanitari".

Torniamo in chiusura a parlare dei medici. La sua fondazione ha proposto una nuova regola che limiti la responsabilità civile e penale di chi fronteggia una drammatica emergenza. A che punto siamo?

"Il tema è delicato, perchè in questa fase un medico può essere chiamato a rispondere nella sua azione anche di scelte manageriali. La proposta sul tavolo oggi è quella di un fondo nazionale per le vittime del Covid. Si sta discutendo di un fondo di solidarietà e tutela per l'intera area terapeutica. In sostanza prevedere una risposta per situazioni legate ad esempio a una infezione ospedaliera o una reazione avversa ad un farmaco."

Alessandro Turini
© Riproduzione riservata

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