Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 20:23 METEO:PISA12°  QuiNews.net
Qui News pisa, Cronaca, Sport, Notizie Locali pisa
martedì 18 gennaio 2022
Tutti i titoli:
corriere tv
Quando Metsola non strinse la mano a Muscat

Attualità lunedì 22 giugno 2020 ore 11:36

DAD fatta male, rischio dispersione scolastica

La professoressa Roberta Cella

Bilancio con tante ombre su come il sistema educativo italiano ha approntato la didattica a distanza in emergenza Covid. Intervento di Roberta Cella



PISA — Nel nuovo numero della rivista Italiano a scuola diretta dalla professoressa Roberta Cella dell’Università di Pisa si trovano alcune valutazioni sulle ricadute dell'emergenza Covid-19 sul sistema educativo italiano: bene gli atenei, più critica la situazione per le scuole primarie e secondarie, per come hanno dato vita e portato avanti quella ormai familiarmente conosciuta come DAD, ovvero la didattica a distanza.

Nell'editoriale i due direttori della rivista, Roberta Cella e Matteo Viale, quest'ultimo docente all’Università di Bologna, scrivono che più che di didattica on line si è trattato di una sorta di corsa ad ostacoli fra digital divide, aumento della dispersione scolastica e differenze socio-economiche e delle famiglie.

“Dopo il decreto #IoRestoaCasa del 9 marzo scorso – spiega la professoressa Cella, che da anni si occupa della didattica dell’Italiano ad ogni livello d’istruzione - nel giro di pochissimi giorni l’intero sistema formativo italiano si è trovato, in assenza di alcuna direttiva ministeriale e in allegro ordine sparso, nella necessità di surrogare la didattica in presenza con qualsiasi mezzo”.

La situazione è stata più critica nelle scuole secondarie e primarie e, a macchia di leopardo, in alcune zone del Paese più che in altre.

“La didattica on line sincrona o asincrona – commenta Cella – può andare bene per gli adulti, mentre i bambini delle elementari ma anche delle medie sono invece troppo piccoli per essere autonomi e quindi hanno comunque bisogno di un adulto da casa che li aiuti: il rischio in questi casi è un approfondirsi delle differenze che già esistono (e che la scuola ha il compito di rimuovere) e un aumento della dispersione scolastica, con il paradosso che sebbene tutti alla fine siano promossi poi è come se avessero comunque perso un anno di scuola”.

Secondo i due autori dell'editoriale, la quasi totale mancanza di dati, sia a livello del MIUR che di uffici scolastici, rende al momento difficile una valutazione globale della situazione.

Tra i pochi dati disponibili, come sottolineano Cella e Viale, ci sono quelli forniti dall’ISTAT sugli spazi in casa e la disponibilità di computer per bambini e ragazzi rilevati nel 2018-2019. Ne risulta che il 12,3% dei ragazzi tra i sei e i diciassette anni (percentuale che sfiora il 20% nel Mezzogiorno) non dispone in casa di un computer o di un tablet. A questo va aggiunto che il 41,9% dei minori vive in condizioni di sovraffollamento abitativo, e dunque ha difficoltà a ricavarsi gli spazi adatti allo studio.

“Una buona percentuale di ragazzi e adolescenti – conclude Roberta Cella - è quindi tagliata fuori a priori dalla didattica a distanza, né la mancanza di strumentazione può, a tale scopo, essere colmata dalla diffusione capillare dei telefoni cellulari con funzioni smart”.


Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Le positività tracciate nelle ultime 24 ore fanno salire a 67830 quelle accertate in provincia da inizio epidemia. Altri 3 decessi
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Nicola Belcari

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Cronaca

Politica

Attualità