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Attualità giovedì 05 novembre 2015 ore 19:00

"Permessi rilasciati su fideiussioni fittizie"

Ricci e Auletta (Una città in comune - Prc) chiamano in causa La sviluppo Navicelli e il Comune: "Siamo di fronte a un caso di abusivismo finanziario"



PISA — "La Union Credit Finanziaria Spa -scrivono in una nota gli esponenti di Una città in comune-Prc- nel febbraio del 2009 non era una società abilitata a rilasciare fideiussioni per gli appalti pubblici essendo stata cancellata, in quanto priva dei requisiti necessari, dagli delle società abilitate con credito del Mef -dipartimento del tesoro, n 235 del 19 dicembre del 2008".

Ricci e Auletta chiamano in causa La sviluppo Navicelli Spa: "Questa società -sottolineano i due esponenti politici di Una città in comune Prc- ha consegnato reiteratamente della documentazione fittizia. Non solo. Il suo comportamento è tanto più grave in quanto ha omesso sistematicamente di comunicare al Comune di Pisa il fatto che dal 2009 la società con cui aveva stipulato le fideiussioni era in liquidazione e poi che nel 2013 aveva cessato le proprie attività".

"Per quanto riguarda la condotta del Comune -proseguono Ricci e Auletta- emerge in maniera altrettanto netta come non vi siano stati controlli al momento della consegna delle fideiussioni dalla Sviluppo Navicelli. A questo si aggiunge che, quando nel gennaio 2015 è stata fatta la prima verifica sulla Union Credit Finanziaria Spa, pur accorgendosi che la società era cessata nel 2013, l'amministrazione non ha intrapreso alcuna azione a tutela dell'interesse pubblico"

Ricci e Auletta rincarano la dose: "L'amministrazione comunale ha consentito lo smontaggio del centro di raccolta dei rifiuti di Gargalone realizzato nel 2013 con risorse pubbliche. Questo -precisano i due consiglieri comunali nella nota scritta- è avvenuto su richiesta di Ikea, che non voleva tale centro nei pressi dell'ingresso del proprio negozio in via di realizzazione. La Sviluppo Navicelli avrebbe dovuto operare il trasferimento e anche su questo il Comune ha dato via libera all'operazione proprio sulla base di fideiussioni tossiche. Ad oggi il centro di raccolta non esiste più e se il Comune volesse riallestirlo dovrebbe ripagarlo nuovamente con risorse pubbliche".

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