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Cronaca mercoledì 24 novembre 2021 ore 09:08

Fiumi di eroina a domicilio, 11 indagati

Stroncata una fiorente attività di spaccio tra Pisa e Altopascio: sequestrati un chilo di droga e 8000 euro. Le indagini partite da un accoltellamento



PISA — 11 persone indagate per droga e favoreggiamento, 7 misure cautelari, oltre un chilo di eroina e 8mila euro sequestrati. E' questo il bilancio dell'operazione Iato, che ha toccato le province di pisa e Lucca.

L'indagine, avviata a fine 2020 ha messo sotto la lente una fiorente attività di spaccio fatta di nuove leve, droga nascosta nei campi, consegne al domicilio clienti durante la pandemia e eroina “depotenziata” per venire incontro alle esigenze economiche dei tossicodipendenti durante il lockdown.

L'attività di spaccio sarebbe stata portata avanti da sette persone, coinvolgendo in particolare i quartieri della Stazione, di Riglione e del Cep, estendendosi anche fuori Pisa, nel comune di Altopascio.

L’inchiesta, spiega la questura, è nata dall’ascolto di alcune intercettazioni avviate a seguito di un accoltellamento avvenuto nel Giugno del 2020 alla Stazione di Pisa, che in meno di una settimana ha portato a al fermo di un uomo con precedenti per droga con l’accusa di tentato omicidio. Da qui si è aperto un fronte investigativo su una presunta attività di spaccio condotta da una famiglia tunisina nel territorio pisano.

Dopo la chiusura del fascicolo, con l’arresto per tentato omicidio, sono state avviate nuove indagini per individuare gli autori del presunto traffico illecito.

Durante l’inverno scorso, dopo intercettazioni, testimonianze, serrati pedinamenti e sequestri di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, la squadra mobile di Pisa, diretta dal vice questore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita, è riuscita a ricostruire i meccanismi e le dinamiche di una nuova forma di spaccio, che nel frattempo si era dovuto adattare alle nuove esigenze dettate dal secondo lockdown e dal coprifuoco imposto dal Governo. A causa della crisi, incombente in molti settori, i consumatori di eroina maggiormente fidelizzati chiedevano agli spacciatori di fiducia dosi a minor prezzo e consegnate al domicilio. Questo aveva portato gli spacciatori ad aumentare la combinazione e la percentuale della sostanza da taglio abbassando il contenuto della percentuale del principio attivo stupefacente per ogni singola dose, guadagnando comunque ingenti profitti, attraverso l’abbattimento dei costi.

Dall’altra parte i clienti, soprattutto in arco serale, vincolati dalle limitazioni imposte per contenere la pandemia, pretendevano dai pusher consegne a domicilio che, molto furtivamente, venivano compiute in tutta Pisa dagli spacciatori utilizzando diversi espedienti, tra cui l’utilizzo di taxi e mezzi pubblici, per evitare di essere fermati a bordo di veicoli durante le sere desolate in cui un veicolo privato in circolazione sarebbe stato ben visibile alle forze dell’ordine.

Sebbene le consegne avvenissero sia all’interno che fuori comune, la base logistica della famiglia dei pusher era comunque il quartiere di Riglione, dal quale ogni giorno gli indagati partivano per procedere alle consegne programmate.

Nonostante i principali attori delle compravendite fossero tre fratelli, con precedenti di polizia specifici, le consegne, soprattutto quelle più distanti e perciò ritenute più rischiose, venivano comunque affidate a giovani parenti connazionali, da poco entrati in territorio nazionale e, pertanto, non conosciuti dalle forze dell’ordine.

Nel Febbraio scorso, a seguito di un lungo pedinamento, gli uomini della sezione narcotici e contrasto al crimine diffuso della squadra mobile riuscirono ad individuare il luogo dell’imbosco della sostanza stupefacente, collocato sottoterra all’interno di un campo agricolo alla periferia sud della città, sequestrando oltre un chilo di eroina e riuscendo ad arrestare due membri della famiglia.

Le indagini sono poi proseguite e hanno condotto, nella data di ieri, all’emissione da parte del Gip nei confronti di tutti gli indagati per spaccio, del provvedimento del divieto di dimora nella Provincia di Pisa. Questa mattina nell’ambito delle perquisizioni condotte dalla squadra mobile di Pisa nei quartieri di Riglione al Cep a Cascina e ad Altopascio, sono stati sequestrati circa 8000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, oltre a numerosa documentazione contabile afferente all’attività criminale.

Nel registro degli indagati sono finiti, oltre ai sette destinatari delle misure, anche cinque tra i numerosi clienti dei pusher escussi per il reato di favoreggiamento personale, poiché avrebbero riferito in sede di escussione alla polizia giudiziaria delle informazioni false per coprire i pusher di fiducia, alcuni chiedendo in cambio del silenzio mantenuto altra sostanza stupefacente.

Nei confronti dei destinatari delle misure cautelari la Divisione Anticrimine avvierà misure di prevenzione patrimoniali e personali, tra cui quella del Daspo Urbano. Per gli indagati irregolari saranno invece avviate le procedure di espulsione. 


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