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Politica sabato 13 marzo 2021 ore 17:43

Vendita Ta Handling, interrogazione al Governo

Fratoianni (Si) contro la possibile vendita di Toscana Aeroporti Handling. In Regione intervengono Meini (Lega) e Galletti (M5s)



PISA — Oltre a preoccupare i sindacati, la possibile vendita da parte di Toscana Aeroporti della società Toscana Aeroporti Handling (servizi di terra) preoccupa anche l'onorevole pisano Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana), che ha annunciato una interrogazione parlamentare al Governo, affinché il ministro Orlando intervenga. Mentre in Regione Toscana Elena Meini (Lega) ha predisposto una mozione per conoscere la posizione di chi siede nel Cda di Toscana Aeroporti in rappresentanza della Regione Toscana. Mentre Irene Galletti (M5s) chiede alla giunta regionale una presa di posizione netta contro la vendita.

“Non più tardi dell’8 Marzo - ha ricordato la cinquestelle Galletti - si rispondeva alla nostra interrogazione sulla cessione di Toscana Aeroporti Handling dicendo che la Giunta non disponeva di alcuna informazione in merito, e trincerandosi dietro gli obblighi di riservatezza per il fatto di essere TA una società quotata in Borsa. Sempre nella risposta appare nero su bianco un “Nessuna decisione del genere, infatti, risulta adottata dal Consiglio di Amministrazione di Toscana Aeroporti”: quattro giorni dopo esce quello che è un segreto di pulcinella da mesi, l’ennesima drammatica beffa per 500 lavoratori"

"È inammissibile - ha commentato Galletti - sentir dire dall’azionista Regione che non ne sapeva nulla, e diventa ancora più scandalosa l’erogazione di 10 milioni di euro che dovrebbe avvenire a giorni: chiedo una presa di posizione netta della giunta, quel denaro dei contribuenti doveva essere destinato a tutelare i livelli occupazionali. Continueremo in tutte le sedi a difendere i diritti di questo lavoratori, per i quali i 24 mesi di garanzie salariali e occupazionali promessi dalla società sono quasi un’offesa alla loro dignità”.

“Sappiamo bene - queste, invece, le parole dl segretario di Sinistra Italiana Fratoianni - che il settore aeroportuale in Italia e in tutto il mondo con la pandemia ha subito un colpo mortale nell’ultimo anno. Ma questo non può autorizzare nessuno a giocare con la pelle dei lavoratori, i più fragili nella catena produttiva. Ed è per questo che, nonostante i sussidi milionari ricevuti da parte delle Istituzioni la decisione della società Toscana Aeroporti, di proprietà argentina e al cui vertice siede il renziano Carrai, e che gestisce gli scali di Pisa e Firenze, di svendere il settore dei servizi a terra mettendo a rischio più di 450 lavoratori, è una decisione sbagliata e preoccupante.

“Fanno bene le organizzazioni sindacali ad organizzare la protesta - ha aggiunto - , a chiedere che su questa vicenda dicano la loro in modo chiaro ed impegnativo le Istituzioni locali che sono socie di minoranza della società aeroportuale. Credo che anche il ministro del lavoro Orlando dovrà intervenire al più presto per impedire una svendita, con la solita logica di far pagare ai più deboli, le ristrutturazioni aziendali, e per scongiurare un massacro sociale nei fatti. Porterò il caso in Parlamento, e presenteremo un’interrogazione urgente al governo".

"In piena pandemia - queste, invece, le parole della consigliera regionale Meini della Lega -, col trasporto aereo praticamente bloccato Toscana Aeroporti decide di porre in vendita un ramo d'azienda, ovverosia il comparto che si occupa di tutte le operazioni di terra degli scali di Pisa e Firenze. Una decisione che ci lascia esterrefatti e che potrebbe avere inevitabili ripercussioni su centinaia di lavoratori diretti, senza dimenticare quelli che operano nell'indotto. Dopo che la Regione ha deliberato un finanziamento a fondo perduto di circa 10 milioni di euro il Cda guidato da Naldi, spalanca, dunque, le porte ad un compratore, creando una motivata e generale apprensione, tra l'altro in un momento particolarmente difficile per il comparto" 

"In tutto ciò, mentre c'interroghiamo se possa essere, a questo punto, legittimo richiedere indietro i soldi pubblici erogati, redigeremo immediatamente una mozione in cui chiederemo di conoscere quale sia stato l'atteggiamento del membro del Consiglio d'amministrazione espresso dalla Regione, riguardo a questa improvvida determinazione. Auspichiamo che la sua posizione sia stata piuttosto chiara, anche ricordando il predetto e sostanzioso aiuto economico alla società; in caso contrario, siamo pronti a chiederne le dimissioni".

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