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mercoledì 20 febbraio 2019

Attualità lunedì 12 dicembre 2016 ore 15:19

Il campo Rom di Oratoio a meno quaranta per cento

Da stamani al via l’intervento di abbattimento delle baracche in cui vivevano i trentadue nuclei che hanno scelto di andarsene



PISA — Le prime sono andate giù questa mattina, le altre saranno abbattute entro la giornata di domani.

Sono le baracche fatiscenti abbandonate dalle 32 famiglie che dall’inizio dell’anno hanno lasciato autonomamente il campo non autorizzato di via Maggiore di Oratoio, 157 persone in tutto che hanno trovato una sistemazione abitativa in affitto sul mercato privato e adesso non vivono più nell’insediamento insalubre di Ospedaletto ma in una casa vera e propria. 

Numeri alla mano con queste partenze gli abitanti del campo scendono a 212 persone, una riduzione del 43% rispetto alle 369 di fine 2015. Un contributo importante alla riduzione delle presenze negli insediamenti non autorizzati presenti nel territorio comunale, sostanzialmente dimezzatesi in un anno (-49,5%) dato che dalle 642 del giugno 2015 si è scesi alle 324 del giugno 2016.

“La chiusura di queste aree, non solo non autorizzate e abusive, ma soprattutto insalubri e assolutamente non dignitose e rispettose della vita della persone che vi abitano, è degli obiettivi di mandato e siamo soddisfatti che le strategie messe in atto per raggiungerlo stiano andando nella direzione che ci eravamo prefissati” ha spiegato questa mattina il sindaco Marco Filippeschi proprio per fare il punto della situazione su una problematica che ha sollevato spesso l’allarme dei cittadini e dell’opinione pubblica. 

“Abbiamo scelto di ridurre allo stretto indispensabile gli interventi della forza pubblica – ha sottolineato il primo cittadino - privilegiando il dialogo e l’accompagnamento sociale, una modalità di lavoro che, dati alla mano, ci sta dando ragione e quindi continueremo a muoverci in questa direzione”.

Le 32 famiglie che nel 2016 hanno lasciato il campo, infatti, se ne sono andate tutte autonomamente: “In questi mesi abbiamo fatto un lavoro di ascolto e mappatura delle diverse situazioni e stimolato le famiglie che ne avevano la possibilità a trovare una soluzione abitativa diversa dal campo, più salubre e idonea a crescere dei bambini – ha spiegato la Presidente della SdS Zona Pisana Sandra Capuzzi - Il risultato è che ventotto nuclei adesso vivono in appartamenti nel territorio pisano e della Valdera, case che loro stessi hanno reperito sul mercato privato grazie anche al fatto che la condizione degli abitanti di via Maggiore di Oratoio è un po’ diversa da quelle che altre volte abbiamo incontrato in insediamenti simili: qui, infatti, abitano molti capifamiglia con redditi da lavoro dipendente, per lo più in aziende di pulizia, manutenzione e facchinaggio. Cinque nuclei, invece, si sono allontanati dal territorio pisano”.

I servizi sociali della SdS pisana, comunque, stanno assicurando un accompagnamento di tipo sociale: “Stiamo seguendo caso per caso le diverse situazioni accompagnando le famiglie verso i servizi del territorio in cui sono andati a vivere e in particolare – ha proseguito Capuzzi -  visto il coinvolgimento di 78 minori, attraverso i nostri operatori ci siamo impegnati ad assicurare la massima collaborazione alle nuove scuole degli studenti nelle pratiche d’iscrizione e nell’inserimento scolastico. Dal punto di vista economico, invece, non si è proceduto al versamento di alcun tipo di contributo economico speciale: 17 famiglie hanno ricevuto una piccola somma quale deposito cauzionale per il contratto di locazione, in media circa 1.400 euro a nucleo, ma è lo stesso tipo di sostegno assicurato a tutte le famiglie in condizione di emergenza abitativa che riescono a trovare una casa in affitto sul mercato privato”.

La significativa riduzione di presenze in questo insediamento è l’ultimo tassello di una strategia che negli ultimi dodici mesi ha visto prima la chiusura dell’insediamento della Bigattiera, poi gli interventi a Putignano (in Golena e nelle vie dell’Immaginetta e dei Vignaioli) e nella Golena d’Arno di Cisanello, all’insediamento di via dell’Idrovora a Coltano (quello abusivo che era nato accanto al villaggio di casette minime) e a quello di via Primo Maggio in Barbaricina. Un lavoro che, come detto, nell’insieme in un anno ha portato al dimezzamento delle persone che vivono in insediamenti abusivi presenti sul territorio comunale.



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