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Attualità giovedì 21 maggio 2020 ore 12:35

Il mondo dell'ippica alza la voce

Operatori del settore in piazza per chiedere al Governo di poter ripartire. Il sindaco: "Da queste attività ricadono sul territorio circa 10 milioni di euro all’anno"



PISA — "Senza corse non c'è speranza" si legge in uno degli striscioni esposti questa mattina dagli operatori dell’ippica, scesi in piazza per chiedere al Governo di poter ripartire. 

I manifestanti hanno incontrato il sindaco Michele Conti di fronte al palazzo comunale: "Sono sceso in piazza al fianco degli operatori dell’ippica che chiedono al Governo di poter ripartire - scrive il primo cittadino su Facebook- Dall’ultimo Rapporto di Sostenibilità sull’ippica pisana si rileva che da queste attività ricadono sul territorio circa 10 milioni di euro all’anno. La presenza di 500 cavalli a Barbaricina durante l’intero arco dell’anno vuol dire lavoro per molte persone (maestranze della società ippica, fantini, allenatori, artieri, veterinari, sellai, , maniscalchi, affittacamere, farmacisti e perfino giornalai) ma significa anche un forte aiuto all’agricoltura del territorio Stupisce come, fra le norme rese note dal governo, non si sia mai fatto cenno a un’attività importante, sotto il profilo sportivo ed economico, come quella ippica. Il comprensorio pisano è particolarmente sensibile a questo problema poiché presenta quasi mille cavalli che si allenano nei centri di Barbaricina per il galoppo e nell’area di Migliarino per il trotto e che hanno continuato questa loro attività di preparazione in questi due mesi con oneri evidenti per le scuderie. Confido che quanto prima venga consentita l’apertura degli ippodromi - conclude Conti- chiediamo questo al Ministro Bellanova che ha la competenza in materia, naturalmente a porte chiuse fino a quando le norme sanitarie lo richiederanno, per consentire anche alle scuderie presenti nel nostro comprensorio di continuare la loro attività agonistica dalla quale deriva il loro sostentamento".



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