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Politica venerdì 28 maggio 2021 ore 10:10

"L'incarico del Verdi a Simoni è una vergogna"

Tre consiglieri di minoranza chiedono che il Teatro Verdi faccia un passo indietro sull'affidamento ad Artitaly della rassegna estiva allo Scotto



PISA — "Una vergogna per la città di Pisa e i suoi valori antifascisti - scrivono i consiglieri di opposizione Francesco Auletta (Diritti in Comune), Olivia Picchi (Pd), Gabriele Amore (M5s) -. Non possiamo definire altrimenti la decisione da parte del Teatro Verdi di affidare al produzione direzione artistica della rassegna del Giardino Scotto ad Artitaly di Massimiliano Simoni, agente immobiliare versiliese e politico dapprima finiano e adesso “responsabile teatri di Fratelli d’Italia”, che, in virtù della lottizzazione politica, è stato dal 2000 al 2010 presidente della Fondazione La Versiliana e della Fondazione Festival Pucciniano (2008-10)".

"Perché di pura lottizzazione si tratta - sottolineano Auletta, Picchi e Amore - e a fare la parte del leone, con la piena compiacenza della Presidente Paoletti Tangheroni, è il partito di Giorgia Meloni. L'autonomia della cultura e dei suoi istituti andrebbe garantita facendo scelte che tengano conto di competenze e capacità, ma questa vicenda dimostra esattamente l’opposto".

"Massimiliano Simoni - segnalano i tre consiglieri -, nel curriculum che si trova in rete, si presenta come “sott’ufficiale paracadutista in congedo, diplomato al Liceo scientifico”, ed egli ricorda i suoi infiniti incarichi in fondazioni e gallerie d’arte. Le parole chiave che adopera per descrivere il suo profilo sono “Business Management; Business Process management; Project management; Gestione delle risorse, del personale e ottimizzazione dei profitti; Management culturale e flussi turistici; Art Director e Mental Coach”. La cultura – quella del piazzista di case e appartamenti, che predilige, si badi bene, i termini “esterofili” – è un semplice accessorio del business. È grazie a una sua donazione che un anno fa è piovuta dal cielo in Largo Ciro Menotti la statua in bronzo di Galileo Galilei che gioca a bowling, realizzata da Gabriele Vicari e Armando Barbon, di cui la città sentiva un gran bisogno. Ma non vanno dimenticati “talk show televisivi e salotti culturali” da lui prodotti a Montecatini Terme e Torre del Lago, e da una sua idea sono nati nel 2001 gli imperdibili “Percorsi del ‘900”, incontri nostalgici condotti da Mario Bernardi Guardi, per mostrare “l’altra faccia della medaglia ed aprire ad una seria e critica Revisione della Storia”. Già, la revisione della storia. D’altra parte quella del Ventennio è una sua ossessione. Di recente, Simoni è finito agli onori delle cronache per aver fatto in pubblico il saluto romano al grido di “Camerata Adriano presente” al funerale di Adriano Giovannetti, un tale che a Pietrasanta (Lu) ha ostentato per anni busti del duce e vessilli della Xmas anche nel giorno dell'anniversario della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema".

"Qui la lottizzazione della politica si unisce a qualcosa di ben più grave che è l’infangare i valori e principi della nostra Costituzione nata dalla Resistenza antifascista" concludono Auletta, Picchi e Amore, che chiedono che il Teatro Verdi ripensi all'incarico affidato ad Artitaly.

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