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Politica giovedì 26 novembre 2020 ore 18:30

Moschea, nessun ricorso da parte del Comune

Lo ha detto il sindaco Conti durante un question time in Consiglio Comunale. Palazzo Gambacorti non farà ricorso al Consiglio di Stato



PISA — Il comune di Pisa non farà ricorso autonomo sul progetto Moschea nell'area di Porta a Lucca.

Il Ministero ( Il Mobact ) ha infatti ritirato il proprio ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che annullava gli atti della variante sulla zona su cui la Giunta aveva detto no alla realizzazione di un luogo di culto della comunità islamica.
È decaduto così anche il ricorso del Comune di Pisa che non aveva presentato alcun ricorso autonomo.

La notizia è stata comunicata oggi dal sindaco Conti durante il Consiglio comunale, rispondendo ad un question time del consigliere Ciccio Auletta ( Diritti in Comune ).

La vicenda va avanti da tempo. La comunità islamica pisana aveva presentato un progetto per la realizzazione della Moschea, ma la Giunta di centrodestra lo aveva bocciato inserendolo in un disegno più ampio di recupero sul quartiere di Porta a Lucca ( la cosiddetta "variante stadio" ) ritenendolo troppo impattante sulla zona.

La comunità islamica aveva presentato ricorso al Tar, vincendolo e il Comune aveva annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Cosa che poi, come venuto alla luce oggi, non è avvenuta.
"Si tratta del tracollo totale del sindaco Conti e della Lega, l'ennesima sconfitta di una campagna islamofoba e razzista della destra che ha usato la macchina comunale per fini propagandistici", ha detto il consigliere Auletta.

"Una gioia immensa e la vittoria dei diritti. Noi lo avevamo detto giorni fa e non avevamo avuto risposta. Alla fine il Sindaco è costretto ad ammettere una sconfitta politica senza precedenti", il commento della consigliera Pd Olivia Picchi.

"Il ricorso al Consiglio di Stato contro la costruzione della Moschea il Comune non lo ha fatto.
Questo nonostante avesse dato incarico agli uffici di procedere. E nonostante la promessa della Ceccardi di incatenarsi, piuttosto di vedere l'opera autorizzata.
A quanto pare, per tutto questo tempo il Sindaco si è semplicemente dimenticato di rivelarcelo", ha commentato Andrea Ferrante, coordinatore Piazza Grande Pd.

"Non comprendo la gazzarra delle opposizioni - commenta il sindaco di Pisa Michele Conti - che hanno sempre affrontato la questione in maniera pregiudiziale spiegandola strumentalmente alla cittadinanza. Semmai, l’assenza di contenzioso, maturata durante un percorso che ha preso atto della sentenza del Tar e della rinuncia del Ministero, conferma che la nostra contrarietà si basa su motivazioni tecniche e urbanistiche, come ho sempre detto dal mio insediamento, contrariamente a quello che pensano e provano a raccontare le opposizioni. Un’area, secondo la nostra Amministrazione, assolutamente inadatta a ospitare non solo una moschea, ma qualsiasi altro edificio di culto che avrebbe richiamato moltitudini di fedeli in occasione non solo di ogni funzione religiosa, ma anche, nel caso in esame, di un annesso importante centro culturale".

"Il TAR, ritenendo non adeguatamente giustificate le motivazioni apposte sia per la variante urbanistica, sia per l’iniziale diniego del permesso a costruire della direzione Edilizia Privata del Comune di Pisa sul progetto originario, ha accolto il ricorso presentato dalla Comunità Islamica, considerando quindi valida la destinazione urbanistica originaria. Non andare dinnanzi al Consiglio di Stato non significa, automaticamente, dare il via libera alla moschea".

"La Soprintendenza, infatti, ha imposto il rispetto di determinati vincoli riguardanti l’orientamento dell’edificio, le distanze dai confini e le altezze previste, per rispettare i quali la Comunità Islamica ha da poco presentato un nuovo progetto riducendone notevolmente le dimensioni della moschea rispetto alla soluzione originaria. Allo stato attuale tale nuovo progetto è all’esame della Soprintendenza. Solo dopo il progetto tornerà agli uffici comunali per le procedure di competenza".



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