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venerdì 23 agosto 2019

Attualità venerdì 21 luglio 2017 ore 17:16

Pisa revoca la cittadinanza onoraria a Mussolini

Il Consiglio comunale ha approvato la proposta del consigliere Giovanni Garzella, esponente della lista civica Pisa è



PISA — Il Consiglio comunale ha revocato la cittadinanza onoraria concessa nel 1943 a a Benito Mussolini.

La decisione è stata presa nel corso dell'ultima seduta su proposta del consigliere comunale Giovanni Garzella, esponente della lista civica Pisa è.

presente al dibattito il presidente dell'Anpi Bruno Possenti. "La cittadinanza onoraria - ha detto Possenti - è un riconoscimento che il Consiglio comunale attribuisce a personalità che meritano la gratitudine di una intera comunità. Mussolini non ha meriti verso la città di Pisa, né verso l'Italia, né verso l'umanità. Quello di oggi è un atto politico di grande valore soprattutto in un momento in cui razzismo, xenofobia e apologia del ventennio sono presenti in maniera preoccupante nella nostra società".

"L'Anpi - ha concluso Possenti - ringrazia il consigliere comunale Giovani Garzella che a portato questo provvedimento all'attenzione del Consiglio comunale e quanti lo hanno sostenuto".

La proposta è stata approvata con i voti favorevoli di  Giovanni Garzella (Pisa E'), Francesco Pierotti (Pd), Alessandra Mazziotti (Pd), Juri Dell'Omodarme (Art.1-Mdp), Veronica Fichi (Art.1-Mdp), Nicola Pisani (Pd), Lisa Cioncolini (Pd), Francesca Del Corso (Pd), Rita Mariotti (in lista per Pisa), Ferdinando De Negri (Pd), Simonetta Ghezzani (Si), Stefano Landucci (Possibile), Marco Ricci (unacittàincomune-prc), Elisabetta Zuccaro (M5S), il sindaco Marco Filippeschi e il presidente del Consiglio comunale Ranieri Del Torto.

Contrari i consiglieri Filippo Bedini e Maurizio Nerini (Noi adesso Pisa-Fdi-An). Non hanno partecipato al voto i consiglieri Raffaele Latrofa (Pisa nel cuore), Riccardo Buscemi (Fi-Pdl) e Virginia Mancini (Fi-Pdl).

Il Maurizio Nerini ha definito l'atto approvato in Consiglio "Un provvedimento effimero, che addirittura è accompagnato da un parere di legittimità. Si è perso tempo ad individuare il dirigente che ha firmato un parere sul nulla, su un atto che non produce effetti se non quello di farci prendere in giro" e aggiunge l'esponente d'opposizione "Distogliere l’attenzione da cose ben più attuali e stringenti: ricordo che abbiamo atti del 2014 che gridano vendetta".



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