Attualità Sabato 28 Febbraio 2026 ore 08:20
Pisa ricorda Salvestroni

Una Pietra d’Inciampo per Cesare Salvestroni in via Ferdinando Capponi. Una cerimonia aperta alla città per la memoria storica.
PISA — Pisa dedicherà una Pietra d’Inciampo a Cesare Salvestroni, figura centrale della Resistenza pisana e voce coerente contro il nazifascismo. La cerimonia si svolgerà domenica 1 Marzo alle 12:30 in via Ferdinando Capponi 11, all’angolo con via San Tommaso, nel punto in cui Salvestroni svolgeva la sua attività prima dell’arresto. L’iniziativa è promossa dal Comune di Pisa e coinvolgerà istituzioni, associazioni e familiari.
Saranno presenti l’assessore alla Scuola del Comune di Pisa, Riccardo Buscemi, il presidente della Provincia Massimiliano Angori, la presidente ANED Pisa Laura Geloni, il presidente ANPI Pisa Bruno Possenti, il presidente della Comunità Ebraica di Pisa Andrea Gottfried, oltre ai figli di Salvestroni, Ester e Muzio. Un quadro che rispecchia la volontà della città di unire memoria storica e responsabilità civile.
Buscemi ha spiegato il significato dell’iniziativa con parole nette: “Domenica renderemo omaggio alla memoria di Cesare Salvestroni, concittadino che ha saputo testimoniare, con il coraggio delle proprie scelte, il valore della libertà e della dignità umana. La posa della Pietra d’Inciampo nel luogo in cui svolgeva la sua attività lavorativa rappresenterà un momento di profonda riflessione per tutta la comunità pisana”. L’assessore ha aggiunto che ricordare Salvestroni significa “rinnovare l’impegno a custodire la memoria di chi si oppose al nazifascismo pagando con la vita la propria coerenza e il proprio impegno per la libertà”, sottolineando come questo gesto abbia un valore particolare per le giovani generazioni, chiamate a comprendere quanto siano fragili e preziosi i principi democratici.
La vita di Cesare Salvestroni attraversa i capitoli più duri del Novecento. Reduce della Prima Guerra Mondiale e più volte decorato, rifiutò l’adesione al regime fascista e partecipò alla fondazione del Partito d’Azione a Pisa. Fu anche tiratore esperto, selezionato nel 1929 per la spedizione italiana della Società del Tiro a Segno ai Giochi di Stoccolma nella disciplina della pistola libera. Durante la Seconda Guerra Mondiale entrò nella Giunta Militare del Comitato di Liberazione Nazionale, contribuendo in modo attivo alla rete resistenziale cittadina.
L’11 Marzo 1944 venne arrestato dalle Feldgendarmerie e trasferito nelle carceri di Firenze, dove affrontò interrogatori e torture senza cedere informazioni sulla Resistenza. Deportato prima a Mauthausen e poi a Ebensee, morì il 2 Marzo 1945 a causa dei maltrattamenti subiti.
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