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Cronaca venerdì 30 giugno 2017 ore 20:02

Rissa tra detenuti al Don Bosco

Feriti due agenti intervenuti per sedare la lite. Il fatto è accaduto durante la messa in occasione del patrono della polizia penitenziaria



PISA — Nella rissa tra detenuti avvenuta questa mattina nel locale passeggi del carcere Don Bosco, ad avere la peggio sono stati due agenti intervenuti per sedare la lite, che sono dovuti ricorrere alle cure dell'ospedale. 

A denunciare il fatto sono i sindacati di polizia Sappe, Osapp e Uilpa. 

La rissa, che ha coinvolto tre detenuti, è avvenuta mentre nella cappella del carcere si stava svolgendo la messa in occasione di San Basilide, patrono del corpo della polizia penitenziaria.

"Questi - si legge in una nota dei sindacati - sono i segnali che preannunciano un’estate da far west per la casa circondariale di Pisa".

E' di circa 2 settimane fa la notizia di un detenuto che per protesta aveva dato fuoco alla sua cella. La notte stessa qualcuno ha lanciato delle bombe molotov contro due auto della polizia penitenziaria, incendiandole.

"Qualche giorno dopo - continuano le segreterie di Sappe, Osapp e Uilpa -  un collega ha ricevuto uno sputo da parte di un detenuto che aveva chiesto del medico. L’unica colpa del collega è stata quella di aver osato dire allo stesso di aspettare qualche minuto poiché il medico era impegnato in un'altra attività. Tutto ciò sembra un bollettino di guerra". 

"A Pisa  - aggiungono - sono venute meno le condizioni minime di sicurezza. Il carcere è stato oggetto di crolli, allagamenti e chiusure di locali inagibili, siamo in attesa dei fondi per la ristrutturazione, annunciati più volte dal provveditore regionale, ma pare che tali promesse siano vane"

I sindacati concludono invitando il prefetto Attilio Visconti, il presidente della Provincia Marco Filippeschi e i sindaci dei Comuni limitrofi a visitare il penitenziario. "Le problematiche e le criticità del carcere di Pisa non possono non essere poste all’attenzione delle autorità locali - spiegano - qui è in gioco la sicurezza dell’intera città, anzi dell’intero circondario".

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