Politica Lunedì 31 Agosto 2026 ore 17:15
Santa Chiara, Diritti in Comune chiede trasparenza

Diritti in Comune critica Regione e Comune sulla procedura di vendita e chiede un Consiglio aperto e urgente per discutere il futuro dell'ex ospedale.
PISA — Un Consiglio comunale aperto e un percorso partecipato prima di assumere decisioni sul futuro dell’ex ospedale Santa Chiara. A chiederli è Diritti in Comune, intervenuta sulle indiscrezioni relative a una possibile manifestazione d’interesse per l’acquisto dell’area.
La coalizione, composta da Una città in comune e Rifondazione comunista Pisa, ha parlato di un tassello della "Pisa depredata" e ha accusato Regione Toscana e Comune di favorire una "maxi-speculazione privata". Nel comunicato non viene indicato il nome dell’eventuale investitore.
"Che cosa sta accadendo sulla vendita dell'ex-Santa Chiara? Da qualche giorno si rincorrono voci sulla possibilità che entro l'Autunno si possa procedere alla vendita dell'area a seguito della presentazione di una manifestazione di interesse da parte di un gruppo del Nord", ha affermato Diritti in Comune.
"Com'è possibile che su una questione così dirimente per il futuro della città e su un'area che ha una valenza nazionale ed internazionale non si abbiano informazioni certe e trasparenti? Semplice: perché le scelte che ha fatto la Regione Toscana, supportate dal Comune di Pisa su tutta l’area dell’ex-Santa Chiara, sono opache ed esprimono di fatto la rinuncia ad amministrare il territorio. È stato scelto di mettere tutto in mano ai grandi capitali privati, senza garantire alcun controllo e senza imporre alcuna visione pubblica di una porzione così importante del centro storico pisano. In questo modo, ancora una volta, in maniera bipartisan si sta apparecchiando la tavola per una delle peggiori operazioni speculative su un bene pubblico dal valore culturale, sociale ed ambientale unico per Pisa", ha aggiunto la coalizione.
Diritti in Comune ha quindi richiamato la procedura "Regenerate Santa Chiara", avviata per la vendita e la valorizzazione del complesso ospedaliero.
"Ad ora l'unica cosa certa è che la procedura 'Regenerate Santa Chiara', finalizzata alla vendita e valorizzazione dell’ex ospedale Santa Chiara, era da mesi in una fase di stallo totale. Alla scadenza del Marzo 2025, le tre offerte presentate erano state scartate poiché ritenute molto inferiori alla base d’asta di 120 milioni di euro. Insomma, un'operazione che fa acqua da tutte le parti, con responsabilità pesantissime tanto del presidente Giani quanto del sindaco Conti", ha sostenuto la coalizione.
"Ricordiamo infatti che, per far andare avanti il cantiere del nuovo ospedale di Cisanello, si è costruita una surreale operazione finanziario-immobiliare: l'Inail sborserà circa 200 milioni di euro per l'acquisto e la successiva locazione all'AOUP degli edifici 10 e 30", ha proseguito Diritti in Comune.
La coalizione ha chiesto che siano resi pubblici i dettagli dell’eventuale nuovo interessamento. "Chi sarebbe ora l'investitore che vuole acquisire l'area? A quale prezzo? Con quale progetto?", sono gli interrogativi posti nel comunicato.
Il tema si intreccia con la discussione ancora aperta sul Piano Operativo Comunale. Diritti in Comune ha contestato anche l’ipotesi di realizzare un palacongressi nell’area.
"Tutto questo avviene in un momento fondamentale: ovvero mentre la discussione sul Piano Operativo Comunale — nel corso della quale la destra ha rilanciato ancora una volta l'idea fallimentare di realizzare un palacongressi — è ancora totalmente aperta. Sicuramente una reale discussione pubblica e partecipata relativa al futuro dell’area potrebbe portare a scelte più moderne rispetto all’idea di una megastruttura non integrata nel contesto urbano, che comporterà solo un carico urbanistico eccessivo e la definitiva espulsione degli abitanti del quartiere Santa Maria", ha detto la coalizione.
"Le decisioni che verranno assunte cambieranno i destini di Pisa e diventeranno un modello; proprio per questo non si può lasciare alcuna cambiale in bianco a nessuno, come invece si sta provando a fare a tutela solo degli interessi privati, ma in piena sintonia con gli enti pubblici di tutti i livelli territoriali, a partire dalla Regione Toscana fino al Comune di Pisa. La mancanza di qualsiasi informazione è l'emblema della non trasparenza della procedura, così come manca qualsiasi tipo di pianificazione sulla mobilità e sull’uso delle risorse", ha aggiunto.
Secondo Diritti in Comune, le destinazioni dell’area non dovrebbero essere definite sulla base delle proposte degli investitori. "La strategia è tanto spudorata quanto cristallina: si appalta ai privati e ai loro interessi la definizione delle destinazioni affinché possano ricavarne profitti, mentre il pubblico abdica completamente al suo ruolo e alle sue prerogative, assecondando tutti gli appetiti della finanza immobiliare, senza alcuna discussione pubblica né l’elaborazione di strategie ed indirizzi pubblici", ha affermato.
"Siamo al ribaltamento del rapporto tra pubblico e privato, tra istanze generali e speculazione immobiliare. L’unica cosa di cui si parla sono i potenziali, quanto infondati, impatti economici positivi, non si sa bene per chi; mentre, dati alla mano, appaiono chiari i danni di questo modello di sviluppo e di urbanistica. Manca qualsiasi idea di un modello di città pubblica, tanto da parte della destra a livello comunale quanto del centrosinistra a livello regionale", ha commentato la coalizione.
La proposta avanzata è quella di stabilire prima le funzioni pubbliche e sociali da garantire, coinvolgendo nella discussione istituzioni, cittadini e realtà cittadine.
"Serve invece – come ribadiamo da anni – una strategia pubblica su cosa debba diventare il Santa Chiara e quale debba essere il suo ruolo nel tessuto urbano cittadino. Una strategia che deve essere definita dal Comune attraverso un preventivo ed irrinunciabile percorso di partecipazione che coinvolga la cittadinanza, l’Università, l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio e le altre forze politiche, sociali, economiche e culturali della città, fissando i requisiti irrinunciabili, le condizioni e le destinazioni per rispondere ai bisogni sociali e pubblici sempre più forti, sottraendosi agli interessi speculativi che seguono solo logiche di mercato", ha spiegato Diritti in Comune.
Tra gli obiettivi indicati dalla coalizione c’è anche l’aumento degli spazi verdi, con la rimozione degli edifici minori non sottoposti a vincolo.
"Ultimamente sta emergendo con forza la necessità di ripensare lo spazio urbano per ridurre l’impatto ambientale e il consumo di suolo. Uno degli obiettivi di un piano di recupero per questa area deve quindi essere quello di creare spazi verdi e percorsi pubblici al posto degli edifici minori non vincolati: una strategia indispensabile per contrastare il cambiamento climatico, esattamente ciò che, finora inascoltati, abbiamo proposto per la caserma Artale", ha aggiunto.
"È indispensabile che il Consiglio comunale approvi un atto di indirizzo, costruito sulla partecipazione, che fissi i requisiti irrinunciabili per rispondere ai bisogni sociali e pubblici sempre più forti, e non agli interessi privati e speculativi secondo logiche di mercato", ha affermato la coalizione.
"Per questo pensiamo sia necessario ed urgente un Consiglio comunale aperto, straordinario e urgente sull’argomento. Non si può aspettare ancora: è in gioco il futuro della nostra città. Ribadiamo che per noi Pisa è di chi la vive, non di chi la compra", ha concluso Diritti in Comune.
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