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Attualità mercoledì 02 settembre 2020 ore 10:43

Scuola, genitori preoccupati, "Totale incertezza"

Accorato appello dei genitori della succursale di via Sancasciani, preoccupati per la mancanza degli spazi necessari per la riapertura in sicurezza



PISA — "Con questa lettera chiediamo che si ponga fine a una situazione che sta procurando un evidente danno all’Istituto Comprensivo Fucini in generale e a tutte le famiglie in particolare, famiglie che vivono nella più totale incertezza, non sapendo se le proprie figlie e i propri figli potranno usufruire di due spazi presenti all’interno dello stesso plesso delle Succursali, piccoli, ma assolutamente indispensabili per il rispetto dei parametri normativi richiesti".

Comincia così la lettera appello dei genitori della Secondaria succursale di via Sancasciani tuttora preoccupati per la mancanza degli spazi necessari per la riapertura in sicurezza sulla base delle linee guida ministeriali.

"La logica, il buon senso e un minimo di razionalità vorrebbero che fossero assegnati alle Scuole medie, ma a meno di due settimane dall’inizio dell’anno scolastico si segnalano soltanto l’inerzia e un ingiustificabile immobilismo dell’ente competente alla soluzione della questione.

Visto che dal 2014 le Province non hanno più organi elettivi (non esiste più il consiglio provinciale eletto dai cittadini) ma le componenti sono elette direttamente dai sindaci e dai Consiglieri che compongono i Comuni della Provincia, si è evidentemente persa anche l'abitudine di rispondere ai propri cittadini.

Anche in un momento così drammaticamente straordinario dovuto all'emergenza sanitaria.

Non chiediamo alla provincia di allargare le nostre aule, figurarsi, ma solo di concederci per quest'anno i due locali, ristrutturati, nuovi, ampi che la stessa provincia ha tenuto chiusi ad ammuffire per cinque anni (depositandoci arredi scolastici dismessi) e che due anni fa ha concesso al liceo Dini che li ha utilizzati prima per il “coro della scuola” e poi, nei soli quattro mesi previsti dalle norme di istituto, per il ricevimento genitori.

Chiunque, converrebbe che sarebbe la soluzione perfetta per permettere la ripartenza dell’anno scolastico senza far spostare due classi di undicenni chissà dove.

Per questo i primi di giugno il nostro dirigente ha rivolto una lettera a Comune e Provincia illustrando la criticità della situazione, l’urgenza e anche la facilità della soluzione per assicurare la scuola in presenza a tutte le classi.

Per due mesi la Provincia ci ignora, forse fa qualche indagine, qualche colloquio, ma assolutamente non ci degna di una risposta. A fine luglio, come rappresentanti in consiglio di istituto, raccogliendo la crescente preoccupazione dei genitori degli alunni, scriviamo una lettera aperta agli organi di stampa locali che viene pubblicata.

I primi di agosto tutto il consiglio di Istituto delle scuole Fucini scrive chiedendo formalmente una richiesta di incontro al presidente della Provincia e all'ufficio scolastico.

Ai primi di settembre nessuno/a si degna di rispondere.

L'unico che si muove a pietà è l’assessorato alla pubblica istruzione del Comune (che però non ha giurisdizione su quegli spazi) che si offre di aprire un'interlocuzione con la dirigente del liceo Dini per garantire loro spazi alternativi da assegnare al liceo. Sì perché nel frattempo lo stesso liceo, pur avendo per il prossimo anno scolastico un numero di classi inferiore a quello dell'anno scorso, si è affrettato a rivendicare gli stessi spazi per usarli, quest'anno, come aule rischiando peraltro di intasare un ingresso (via Sancasciani) su cui gravano già nove classi di scuola media, aggiungendoci due classi di scuola superiore.

In spregio ad ogni opportunità didattica (bimbi di 11 anni mescolati ad adolescenti di 18/19) e di cautela sanitaria visto il diverso stile di vita di un diciottenne rispetto a un undicenne!!!

Rispetto alla situazione descritta chiediamo una efficace e definitiva risposta.

È evidente che tutti debbano assumersi le proprie responsabilità, non soltanto a livello meramente politico. In gioco ci sono interessi primari, non disponibili, ci sono ragazze e ragazzi in difficoltà e famiglie

Speriamo che questa nostra lettera possa aprire finalmente gli occhi e condurre ad una veloce soluzione. Tutta la comunità scolastica interessata è comunque pronta a tutelarsi, con i mezzi più opportuni, nell’esclusivo interesse della scuola, delle alunne e degli alunni". 


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