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Attualità giovedì 27 maggio 2021 ore 12:00

Sotto tiro cinghiali, nutrie, storni e piccioni

In sei anni abbattuti 107 mila piccioni in provincia di Pisa. Coldiretti spiega cosa possono fare gli agricoltori per difendere le loro coltivazioni



PISA — Non solo i cinghiali. Gli agricoltori muniti di licenza di caccia e sotto la supervisione della polizia provinciale potranno intervenire direttamente per difendere le coltivazioni anche nei confronti degli storni, piccioni e nutrie. Lo ha chiarito Coldiretti in occasione di un question time con la Regione Toscana, cui hanno partecipato molte imprese anche della provincia di Pisa. 

"L’invasione di storni e piccioni - hanno ricordato da Coldiretti -, rappresenta soprattutto per gli agricoltori della piana dell’Arno, per i loro orti, frutteti e seminativi in fase di semina e maturazione ma anche stalle e magazzini di granaglie, una problematica quotidiana a cui fino ad oggi non è mai stata data una risposta risolutiva. I comuni maggiormente interessati dal flagello di piccioni e storni sono storicamente, insieme a Pisa, San Giuliano, Pontedera, Cascina e San Miniato. Dal 2013 al 2018 i capi di piccione abbattuti dalle attività di contenimento della Regione Toscana sono stati 107mila mentre gli storni sono stati “appena” 704".

“La modifica della delibera 310/2016, approvata su proposta del vicepresidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi, allarga il campo di azione anche a specie invasive come storni e piccioni che in molte aree della nostra provincia sono un flagello superiore addirittura ai cinghiali – ha spiegato Fabrizio Filippi, Presidnte Coldiretti Pisa nonché Presidente Coldiretti Toscana –. Molte imprese sono state costrette a rinunciare a diverse tipologie di coltivazione ed orientarsi su altre. I piani di contenimento adottati fino a qui non sono stati sufficienti a contenere un fenomeno che in particolari momenti della stagione è disarmante. Con uno strumento normativo, che ricordo Coldiretti ha sostenuto e voluto, finalmente si tenta di dare una risposta sul campo attraverso un approccio che pone oggi la Toscana all’avanguardia nei confronti di un meccanismo di riequilibrio, che coinvolge direttamente le imprese agricole, nei confronti degli ungulati. Questo nuovo strumento normativo mette finalmente in condizioni gli agricoltori di agire, in prima persona ed in tempi rapidissimi, previa comunicazione ad Artea e sotto la supervisione della polizia provinciale, sui propri terreni, anche nelle aree vocate, per tutelare raccolti, biodiversità e produzioni di qualità a denominazione. Gli agricoltori ora possono difendersi e difendere i loro raccolti ed il loro diritto di fare impresa”.

Il question time è stato utile per chiarire alcuni aspetti chiave nell’applicazione della delibera. Il canale di gestione degli interventi diretti da parte degli agricoltori è quello del portale di Artea che è già stato aggiornato per attivare questa procedura. La logica è quella della semplificazione con un ulteriore riduzione dei tempi di azione. L’agricoltore, una volta individuato il poligono colturale, deve richiede all’inizio dell’anno, la possibilità di fare gli interventi in controllo ed in maniera diretta, è stato spiegato durante il question time. Lo potranno fare i proprietari e conduttori di fondo con porto d’armi. Il portale Artea fornisce un’autorizzazione, che altro non è che un numero identificativo della pratica, che sarà inviato alle polizia provinciali che dovranno coordinare l’intervento. La gestione post-abbattimento del cinghiale sarà in capo alle Atc con l’attivazione di un centro di sosta per una corretta e trasparente procedura di identificazione, anche sanitaria.

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