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Attualità Martedì 10 Febbraio 2026 ore 09:30

​"Superperetola e il gioco delle tre carte"

Conzadori e Ferraro in rappresentanza di Amici di Pisa e Comitato piccoli azionisti Toscana Aeroporti

Ferraro e Conzadori degli Amici di Pisa attaccano Comune e Regione, "Così Firenze diventa intercontinentale e il Galilei rischia di pagare il prezzo"?



PISA — Il progetto del nuovo aeroporto fiorentino torna a dividere la Toscana, ma a Pisa l’allarme è doppio: economico e politico. In questa intervista Franco Ferraro, presidente storico dell’Associazione Amici di Pisa, e Gianni Conzadori, vicepresidente dell'associazione, ma anche presidente del Comitato Piccoli Azionisti TA, chiedono al sindaco Michele Conti di chiarire perché il ricorso al TAR approvato dal Consiglio comunale non sarebbe stato notificato. E attaccano Regione, ENAC e Toscana Aeroporti: secondo loro Peretola, nata come “city airport”, starebbe puntando anche su rotte intercontinentali, con il rischio di togliere prospettiva al Galilei e aumentare ancora il divario sulla costa.

Ferraro, avete chiesto al sindaco Conti di spiegare pubblicamente ai cittadini pisani i motivi della mancata notifica del ricorso al TAR contro il Decreto 678, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. Avete ricevuto comunicazioni dal sindaco, dagli assessori o dai consiglieri che hanno votato il ricorso?

"No. Come vicepresidente del Comitato Piccoli Azionisti di Toscana Aeroporti, a cui appartengono anche gli Amici di Pisa, confermo la nostra contrarietà alla costruzione del nuovo aeroporto nella piana agricola fiorentina, sestese e pratese. Lo ritengo concorrenziale rispetto al bacino di utenza del Galilei. Pisa avrebbe dovuto ascoltare l’allora presidente del Consiglio regionale, Monaci, che sconsigliava la fusione delle società dei due scali, utile solo ai fiorentini per controllare lo sviluppo del Galilei, che con la gestione pubblica di SAT era in costante espansione".

Conzadori, lei condivide questa posizione?

"Dopo la fusione, il mondo politico, industriale, associativo e culturale pisano dorme supinamente, cullandosi sul detto: "La SuperPeretola? Se ne parla da tanto, non la faranno mai!". Questa convinzione non appartiene agli addetti ai lavori, perché Regione ed ENAC sono dichiaratamente favorevoli alla realizzazione del nuovo aeroporto. ENAC ne è addirittura il proponente, e il suo presidente Di Palma da anni lo considera, nonostante non sia ancora stato costruito e siano pendenti vari ricorsi amministrativi, l’unico aeroporto strategico della Toscana. Anzi, per convincere i pisani, Di Palma inizialmente lo aveva proposto come city airport, limitato a voli di 1500 km, per poi estenderli, in corso d’opera, anche alle rotte intercontinentali. Cosa che il governatore Giani fa finta di ignorare".

Ferraro, perché non avvisate i cittadini pisani della concorrenza che, la cosiddetta "SuperPeretola" farà al Galilei?

"Non ci possiamo rimproverare nulla. Abbiamo organizzato conferenze, convegni, e ogni comunicato che mandiamo ai giornali, per rispetto istituzionale, lo inviamo anche al sindaco, agli assessori, ai consiglieri comunali e regionali. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Abbiamo sempre offerto collaborazione al sindaco, che ci ha risposto di non averne bisogno perché dialoga direttamente con Toscana Aeroporti. Con quali risultati?"

Conzadori, non la stupisce il silenzio del sindaco?

"Sì, ma non solo il suo. Anche quello degli assessori e, soprattutto, dei consiglieri comunali che avevano approvato all’unanimità la mozione per il ricorso al TAR. Il loro silenzio lascia sconcertati".

Che idea si è fatto?

"Probabilmente ha ricevuto cattivi suggerimenti sia dal punto di vista tecnico che legale. E ci chiediamo: da chi? È una domanda legittima. Rappresenta i cittadini e, per questo, ha il dovere di spiegare pubblicamente i motivi delle sue decisioni. Temiamo pressioni dall'alto. Comune e Provincia sono azionisti di Toscana Aeroporti, e forse sono rimasti intimoriti dai toni sprezzanti usati dal governatore Giani e dall’amministratore delegato Naldi. Entrambi hanno attaccato anche figure istituzionali autorevoli, come la rettrice dell’Università di Firenze, accusandola – come altri ricorrenti – di difendere interessi personali. Ma senza mai dire quali".

Voi che rispondete a queste accuse?

"Che sono fuori luogo. Noi ricorrenti siamo cittadini comuni. Non abbiamo carriere politiche, né interessi industriali da tutelare. Per questo ci dissociamo anche dalle dichiarazioni del presidente dell’Unione industriale pisana, favorevole alla costruzione dell’opera. Siamo stufi di sentire sempre gli stessi slogan sul campanilismo, o Giani ripetere in modo meccanico le posizioni dell’ex presidente Rossi, che condivide sin da quando era suo consigliere regionale".

Ferraro, come spiega allora il sostegno dell'opera da parte di Toscana Aeroporti, Giani ed ENAC?

"La risposta si trova leggendo la bozza del Piano Nazionale Aeroporti di ENAC e i documenti del Master Plan 2035. La vocazione intercontinentale del Galilei scompare, mentre viene attribuita a Firenze. Nella lista degli aerei ammessi a operare su Peretola compaiono anche quelli utilizzati su tratte intercontinentali. Con velivoli di grande capacità e un elevato coefficiente di riempimento, la redditività dei voli cresce anche con un utilizzo limitato della pista".

Quindi Firenze punterebbe a lungo raggio e Pisa rischia il ridimensionamento?

"Esattamente. E la nuova pista 11/29, lunga 2200 metri, non è più corta della 12/30 per fare un favore ai pisani. È più corta perché, inclinata di 4 gradi rispetto alla precedente, si avvicina troppo all’autostrada. Per allungarla, è stata portata 190 metri più vicino alla città. Grazie alla circolare ENAC-ATP 17, i decolli dei velivoli di classe 3C potranno sfruttare anche i 250 metri della RESA, aumentando la spinta in piena città. Così, per far partire voli verso la costa est e ovest degli Stati Uniti direttamente da Firenze, i residenti di Peretola dovranno pagare il prezzo in termini di inquinamento acustico e ambientale. Con buona pace della salute pubblica".

Quindi, secondo voi, Pisa cosa dovrebbe fare?

"Difendere con forza il proprio aeroporto, come fa Firenze con la sua sindaca. Non accontentarsi dell’ampliamento del terminal, già previsto da SAT in autofinanziamento dal 2014. Se Pisa continua a dormire, il divario infrastrutturale ed economico con Firenze crescerà ancora. E, come dice il premier canadese, Pisa finirà nel menù dei fiorentini. Peccato che i marmi di Carrara, che ci lasceranno in cambio, non dormano in albergo, non mangino nei ristoranti e non facciano acquisti nei negozi cittadini".

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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