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Attualità lunedì 22 febbraio 2021 ore 09:30

Una primula per salutare la Primavera in mare

Il saluto alla Primavera in mare

Una tradizione che arriva dal medioevo, rinnovata sugli scogli di Marina dagli Amici di Pisa, con Compagnia di Calci e Associazione Colline Pisane



PISA — Negli ultimi anni c’è stata una riscoperta di questa tradizione sul litorale alfeo: a Marina di Pisa e Tirrenia, nella domenica più vicina al 21 Febbraio vengono organizzate passeggiate, biciclettate, incontri conviviali, mercatini dove si cominciano a trovare i primi prodotti ittici della nuova stagione; e c’è chi si ritrova per un azzardato ma corroborante bagno in mare pre-stagionale. Il tutto all’insegna di un ottimistico clima di anticipazione della stagione primaverile.

Quest’anno, domenica 21 Febbraio, in un periodo purtroppo limitato fortemente dalla pandemia da Covid-19, alcuni rappresentanti dell’Associazione degli Amici di Pisa, della Compagnia di Calci e dell’Associazione delle Colline Pisane si sono ritrovati in Piazza delle Baleari, a Marina, per commemorare questa ricorrenza. Questi appassionati di pisanità hanno scattato una foto ricordo con la bandiera alfea e il fiore-simbolo della Primavera in Mare - la primula - "dando appuntamento all’anno prossimo quando il virus sarà stato sconfitto e si potranno organizzare degnamente i vari festeggiamenti".

"Tutti sanno che nel nostro emisfero la primavera inizia ufficialmente il 20 o il 21 Marzo di ogni anno - ha spiegato Franco Ferraro, presidente degli Amici di Pisa -, quando il Sole raggiunge una delle due intersezioni tra l'eclittica e l'equatore celeste. Ma forse non tutti conoscono la Primavera in Mare, che inizia esattamente un mese prima, il 21 Febbraio ed è una tradizione pisana che risale alla notte dei tempi. Da sempre città marinara, dalla sua mitica fondazione centinaia d’anni prima di Cristo fino ai ben noti fasti della Repubblica medievale, Pisa ha sempre vissuto in simbiosi col mare conoscendone i più intimi segreti che ha poi trasmesso agli altri borghi del resto della Tirrena (la Toscana costiera). È in questa parte d’Italia più che altrove che da sempre pescatori e marinai hanno notato nella vita marina in questi giorni dell’anno una certa ripresa quasi primaverile, che anticipa la primavera vera e propria: è ancora freddo ma si comincia a sentire un’aria diversa e chi va per mare lo nota regolarmente. Si cominciano a pescare seppie, occhiate, ombrine, comincia a fruttificare la Posidonia oceanica, pianta marina endemica del Mediterraneo e fondamentale per la vita del Mare Nostrum, rilasciando le olive di mare che troviamo sulla battigia… il mondo subacqueo si risveglia e annuncia che l’inverno presto finirà".

Ma perché succede questo? "Il mare si riscalda durante i mesi estivi - prosegue Ferraro -, poi il freddo autunno-vernino raffredda sempre più le sue acque superficiali; come avviene per l’aria, però, l’acqua fredda tende a scendere, quella calda a salire. Ecco quindi che a un certo punto, le acque fredde del mare sprofondano sotto il proprio peso, lasciando il posto a quelle più calde che quindi tornano ad offrire i propri doni, con una proliferazione di plancton che va a nutrire gli altri organismi marini. E così si mette in moto la catena alimentare pelagica.

E perché proprio il 21 Febbraio?"Nella Storia umana e in tutto il mondo, Febbraio è sempre stato il mese della purificazione: il nome deriva dal latino februare, purificare. Un esempio su tutti, la purificazione di Maria Vergine dopo la presentazione del Figlio al tempio, evento celebrato dalla Chiesa cattolica con la festa della Candelora. Così come periodicamente facciamo per le nostre abitazioni, in questo periodo in cui l’inverno volge al termine le popolazioni antiche sentivano il bisogno di una “ripulita”, una risistemazione in preparazione della nuova stagione".

"Quindi a Febbraio si deve rivoluzionare tutto, buttare all’aria per poi rimettere a posto - conclude il presidente degli Amici di Pisa -. Tutto si sovverte, le regole sociali si allentano, il mondo dei vivi deve incontrare quello dei defunti che sono sempre presenti accanto a noi e vengono evocati con maschere (da cui il Carnevale, festa catartica che precede il digiuno quaresimale di preparazione alla Pasqua) e omaggiati con offerte per indurli a risvegliare la Natura dal cupo gelo invernale, nelle feste note nella Roma antica come Parentalia-Feralia, che si concludevano – guarda caso – il 21 febbraio. Ed è quindi probabile che la Repubblica Marinara di Pisa, medievale Novella Roma, abbia codificato questa data riassumendo tutti questi concetti, considerandola il simbolico spartiacque fra un periodo e un altro dell’anno, in una sorta di “sincretismo religioso-climatico” che ricordasse al proprio popolo l’inizio di una nuova stagione marinaresca. Non a caso Febbraio, sempre dai romani ma anche da molti altri popoli, era considerato l’ultimo mese dell’anno; e anche nella Pisa medievale il nuovo anno iniziava a Marzo, il 25 ab Incarnatione Dòmini".

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