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Politica domenica 24 novembre 2019 ore 14:25

Vettovaglie, presidio fisso della Municipale

Il sindaco Conti alle Vettovaglie in un recente incontro pubblico

L'idea della Giunta sarebbe quella di realizzarlo nei locali del centro aggregativo di piazza Sant'Omobono. Le critiche del consigliere Auletta



PISA — "Vettovaglie: Conti cancella un presidio sociale. È solo propaganda repressiva.
Ora un presidio della Polizia Municipale anche nei locali del centro aggregativo Spaziobono19 in piazza Sant’Omobono", dice Ciccio Auletta, consigliere comunale di Diritti in Comune.

"Il leghista Conti fa proposte da cui risulta evidente che non sa bene di cosa parla, basterebbe però informarsi anche leggendo i report positivi della stessa Società della Salute su questo progetto che nelle sere d’estate e non solo ha funzionato dalle 23 alle 4 del mattino come spazio di “decompressione” da stati alterati e rischiosi per ragazzi e ragazze ai quali viene somministrato anche un alcool test e informazioni su comportamenti salutari.

La media da Aprile a metà settembre, con la sola chiusura nel mese d'agosto, è stata di circa sessanta ragazzi e ragazze per sera", dice ancora Auletta.

"Oltre a questa attività il centro funziona come luogo promotore di socialità e cultura, con incontri e mostre da cui sono passati centinaia di visitatori, in una città in cui gli spazi di aggregazione e di socialità ad accesso gratuito sono drammaticamente residuali. Dagli operatori e dalle operatrici del centro viene offerto un servizio di ascolto e orientamento ai servizi per giovani e adolescenti, ma qui trovano anche la possibilità di proporre iniziative artistiche e d'approfondimento di alcune tematiche e in qualche modo sentirsi protagonisti.

Un progetto di informazione, prevenzione e socialità: parole sconosciute alla Lega e al sindaco Conti.

La proposta di mettere in quel luogo la Polizia Municipale ha come obiettivo quello di continuare a militarizzare il territorio snaturando lo spazio aggregativo e cambiando anche il senso della Polizia Municipale che, sempre di più, sta assumendo funzioni di polizia tout court.
Non possono coabitare operatori e operatrici sociali che, per avvicinare i ragazzi e le ragazze, in primo luogo debbono essere accoglienti e non giudicanti, con la Polizia Municipale che ha funzioni di controllo e sanzione. In breve tempo il centro aggregativo sarebbe svuotato di senso e di persone. E proprio questo sospettiamo sia l’intento ultimo del Sindaco.

Ancora una volta siamo davanti ad una operazione di pura propaganda centrata sulla estetica repressiva che non va ad incidere in alcun modo su fenomeni quali l'uso e l'abuso delle sostanze, a partire dall'alcol, tra i giovani e i giovanissimi.

A tutto questo occorre opporsi e rilanciare una altra visione per le politiche di questa città", aggiunge Auletta.

"Ricordiamo anche che la gestione del centro aggregativo è stata affidata a seguito di evidenza pubblica ad una cooperativa sociale con esperienza nel settore: come potrebbe questa cooperativa, come qualsiasi altra che opera con professionalità e competenze in questo settore accettare la compresenza con la Polizia municipale negli stessi spazi?", si chiede il consigliere

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