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Cultura martedì 16 novembre 2021 ore 14:49

Nella grotta le testimonianze di 18.000 anni fa

Gli scavi archeologici nella Grotta del Leone

Si è conclusa da qualche settimana la sesta campagna di scavi nel sito archeologico della Grotta del Leone ad Agnano, a cura dell'Università di Pisa



SAN GIULIANO TERME — La Grotta del Leone, sul versante di Agnano del Monte Pisano, a partire dal secondo dopoguerra è stata oggetto di importanti campagne di scavo da parte di illustri accademici dell'Università di Pisa. Le prime ricerche furono portate avanti dal 1947 grazie al professor Ezio Tongiorgi e proseguirono nel 1969-1972 sotto la direzione del professor Antonio Mario Radmilli. Nel 2015, dopo più di 40 anni dalle ultime indagini, la professoressa Giovanna Radi ha ripreso le ricerche nella cavità allo scopo di chiarire i punti ancora oscuri delle varie frequentazioni umane che hanno interessato la cavità. Da qualche settimana si è conclusa la sesta campagna di scavi archeologici.

Gli scavi sono stati condotti (a partire dal 2019) in regime di concessione dal Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa con la direzione scientifica della dottoressa Lucia Angeli e del dottor Jacopo Conforti, la supervisione della funzionaria archeologa, la dottoressa Claudia Rizzitelli (Sabap per le province di Pisa e Livorno) e il sostegno del Comune di San Giuliano Terme.

Alla campagna di quest'anno hanno partecipato studenti della scuola di specializzazione del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere e studenti e dottorandi del Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa. Lo scavo è proseguito continuando l'esplorazione del livello paleolitico, che sarà ulteriormente indagato anche nella campagna del 2022.

"Le nuove ricerche - hanno fatto sapere dall'amministrazione comunale - hanno permesso l'individuazione di importanti testimonianze della frequentazione della grotta durante il Neolitico recente (cultura chasseana). Un focolare strutturato e un'area caratterizzata da una concentrazione di piccole strutture infossate contenenti numerose cariossidi carbonizzate di orzo e grano (circa 1 chilo) rappresentano delle eccezionali testimonianze dello svolgimento di pratiche cultuali all'interno della grotta. Le datazioni radiocarboniche realizzate sui resti organici rinvenuti in queste strutture testimoniano una frequentazione piuttosto lunga della cavità a tale scopo nell'arco della seconda metà del V millennio a.C. L'indagine dei livelli sottostanti ha permesso di inquadrare meglio anche la frequentazione paleolitica della cavità durante l'Epigravettiano finale.

L'industria litica scheggiata, le ossa delle faune cacciate dai gruppi umani (soprattutto uro, ma anche cavallo e cervo) e i resti di un focolare sono, a oggi, una delle più interessanti testimonianze della frequentazione dei gruppi di cacciatori tra 18.000 e 15.000 anni fa nella Toscana nord-occidentale.

L'esposizione permanente "Grotta del Leone, l'uomo preistorico sul Monte Pisano", inaugurata il 30 novembre 2018 al Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa a Calci, ha permesso di raccogliere i risultati delle varie ricerche archeologiche portate avanti nel sito e ha costituito un'importante tappa per la valorizzazione della Grotta del Leone e del patrimonio archeologico del Monte Pisano. 

Nella fase finale dello scavo hanno effettuato un sopralluogo l'assessore all'ambiente del Comune di San Giuliano Terme, Filippo Pancrazzi, e la dottoressa Elena Fantoni, responsabile del Servizio ambiente del Comune (entrambi in foto).

"La campagna di scavi che abbiamo sostenuto con convinzione - ha commentato Pancrazzi - ha portato alla luce novità molto importanti dal punto di vista storico e archeologico in un luogo molto suggestivo come la Grotta del Leone ad Agnano. Il Monte Pisano custodisce moltissimi elementi di interesse culturale che, come amministratori, è nostro compito contribuire a far emergere a beneficio della conoscenza e della cura del nostro territorio. Ringrazio il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa per lo straordinario lavoro, oltre ai professionisti e agli studenti che hanno partecipato".

"Una gran bella notizia storico-culturale che abbiamo la fortuna e l'onore di poter raccontare da 'protagonisti', dato che la Grotta del Leone si trova nel nostro territorio comunale - ha aggiunto il sindaco Sergio Di Maio -. Ringrazio il Museo di Storia Naturale e tutti i professionisti che proseguono nel loro importante lavoro: il Comune continuerà a fare la propria parte".


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