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Attualità Sabato 18 Aprile 2026 ore 08:04

Maxi fotovoltaico Trina Solar, iter fermo

La Regione boccia la Vinca preliminare del progetto Trina Solar lungo la via del Brennero. Cecchelli, "Un passo importantissimo"



SAN GIULIANO TERME — Si ferma, almeno per ora, l’iter del maxi impianto fotovoltaico da 15 ettari previsto nella piana di San Giuliano Terme, lungo la via del Brennero. A sospendere il procedimento è il decreto dell’amministrazione regionale di Martedì 14 Aprile, che ha espresso parere negativo sulla Valutazione d’incidenza ambientale preliminare, passaggio necessario per interventi di questo tipo in aree interne o vicine a zone naturali tutelate.

Il progetto, presentato da Trina Solar, dovrà quindi arrestarsi in questa fase. Nel decreto regionale si legge che "Le informazioni acquisite indicano che il progetto determinerà incidenza negativa significativa nei riguardi della Zsc Monte Pisano", cioè la Zona speciale di conservazione che rientra nella rete europea Natura 2000. La Vinca preliminare era stata richiesta nell’ambito della Procedura abilitativa semplificata del Comune di San Giuliano Terme, ma le osservazioni formulate dagli uffici regionali hanno portato a una bocciatura netta.

"Si tratta di un passo importantissimo nella direzione che l’amministrazione comunale, insieme ai cittadini, ha sempre chiesto e auspicato, sia per gli effetti concreti, dato che per ora l’iter del progetto si ferma, che per le motivazioni – ha detto il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli - in quanto il decreto dell’amministrazione regionale fa proprie tante delle preoccupazioni che abbiamo più volte espresso in merito all’impatto ambientale e paesaggistico di un impianto di tali dimensioni in un’area agricola a due passi da una zona speciale di conservazione tutelata dall’Ue".

Tra i rilievi contenuti nel provvedimento ci sono diversi aspetti ritenuti non sufficientemente affrontati. In particolare, nel documento si evidenzia che "non è stato affrontato il rapporto ecologico fra l’area Zsc Monte Pisano e l’area di pianura che costituiva il Padule di Asciano, ormai bonificato ma ancora innervato di canali e rii oggi ricchi di specie animali, avifauna in particolare". Secondo la Regione mancano inoltre dati adeguati sui valori naturalistici dell’area e sulla biodiversità del sito. Nel dettaglio, non sarebbero presenti "dati qualitativi sulla biodiversità del sito che possono scaturire solo da una completa campagna di analisi e di rilievi di monitoraggio sistematici effettuati con chiari parametri scientifici".

Non solo. Nel decreto vengono richiamate anche le criticità legate al possibile impatto visivo dei pannelli sugli uccelli, con particolare riferimento alla fauna migratoria. Si parla infatti della "problematica del disturbo visivo all’avifauna causata dal riflesso prodotto dai moduli fotovoltaici che saranno installati", sottolineando che non è chiarito se siano previste soluzioni in grado di ridurre questo fenomeno. Bocciate anche le compensazioni previste dal progetto: "le opere di mitigazione proposte" vengono giudicate "limitate e non idonee a garantire una reale diversificazione ambientale".

La vicenda però non è chiusa in modo definitivo. Nel decreto si precisa che "il proponente – conclude il decreto della Regione Toscana - ha facoltà di presentare un’istanza di Valutazione Appropriata, corredata di studio d’incidenza ambientale". In sostanza, la società potrà ripresentare un nuovo elaborato, ma dovrà rispondere in modo puntuale alle criticità già segnalate.

Su questo punto il sindaco ribadisce la linea del Comune. "Continueremo a vigilare e a monitorare la situazione – ha concluso Cecchelli – ribadendo la nostra contrarietà all’edificazione di queste infrastrutture altamente impattanti, garantite da leggi governative che vanno contro le comunità locali, scavalcando le amministrazioni comunali e creando preoccupazione tra i cittadini, le attività produttive e commerciali. Restiamo, invece, favorevoli al ricorso delle energie rinnovabili, purché partano da principi che guardino alla sostenibilità, al rispetto delle regole locali e che non siano imposte con leggi che creano un’aggressività economica del mercato che poi ricade sulla qualità ambientale e paesaggistica".


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