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Cronaca mercoledì 26 marzo 2014 ore 13:25

Territorio diviso in zone sismiche per affrontare le emergenze

Anche se secondo la Regione Toscana quella è una zona in cui i terremoti possono verificarsi ma molto raramente



CASCINA — "La micro zonazione sismica ci sarà molto utile anche a fini di protezione civile. Sapere in anticipo che tipo di emergenza dovremmo eventualmente affrontare è già un vantaggio". 
Il sindaco di Cascina Antonelli commenta la nuova classificazione sismica effettuata dalla Regione Toscana, secondo cui il territorio del Comune di Cascina rientra in zona sismica 3, ovvero, secondo quanto riporta il sito della Protezione civile, una zona in cui i terremoti possono verificarsi ma molto raramente. 

La magnitudo massima attesa è di 4,8 gradi della scala Richter, calcolata con tempi di ritorno di 500 anni. Tutto il territorio non mostra una geologia che possa amplificare eventuali terremoti ad eccezione della golena del fiume Arno.

E’ quanto si evince dalla relazione tecnica illustrativa di supporto allo studio di microzonazione sismica, vale a dire l’indagine che l’Amministrazione comunale ha fatto condurre in tutto il territorio comunale per conoscerne le caratteristiche geologiche e la pericolosità sismica. Studio poi inserito tra le indagini geologiche della variante di monitoraggio al regolamento urbanistico, la cui adozione sarà in discussione nel consiglio comunale di giovedì prossimo, 27 marzo 2014.

"Le indagini geologiche – si legge nella relazione - sono dirette a verificare la pericolosità del territorio sotto il profilo geologico, idraulico e sismico, al fine di valutare le condizioni e i limiti di trasformabilità, garantire e mantenere condizioni di equilibrio idrogeologico e recuperare eventuali situazioni di criticità esistenti».

"Esserci dotati della microzonazione sismica – aggiunge Antonelli - ci permette di conoscere la pericolosità sismica del nostro territorio non solo a livello complessivo, ma anche a livello di dettaglio, zona per zona. In questo modo siamo in grado di ottimizzare gli interventi di mitigazione del rischio sismico e di definire con precisione le regole di costruzione a seconda delle caratteristiche geologiche delle varie aree. Grazie a questa specie di ”tac” del sottosuolo di cui sono dotati appena il 10per cento dei Comuni della Toscana, ora sappiamo con certezza che, in caso di terremoto, le uniche aree in cui possiamo aspettarci un effetto amplificato delle scosse sono quelle della golena dell’Arno e dello scolmatore, mentre tutto il resto del territorio presenta caratteristiche del sottosuolo che non amplificano le scosse. Questo significa, per esempio, che adesso sappiamo con certezza che tutte le nostre scuole si trovano in zone che geologicamente non amplificano gli effetti di eventuali terremoti. Non è poco".

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