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sabato 20 aprile 2019

Cultura martedì 14 gennaio 2014 ore 20:20

Venti città per un Paese, nasce Italia Capitale della Cultura 2019

Un progetto unico che coinvolge tutte le città candidate. Presto un incontro



PISA — Prima si sono sfidate su ogni fronte. Ora le città candidate (e alcune già escluse) a Capitale della Cultura 2019 fanno fronte comune per Italia 2019.

Presentato dalle vicepresidenti di Camera e Senato Marina Sereni e Linda Lanzillotta dal segretario generale di Cidac (Associazione delle Città d’Arte e Cultura) Ledo Prato, il progetto coinvolge le 20 città che hanno partecipato alla selezione per il titolo di Capitale Europea della Cultura 2019.

Il Governo è interessato e nei prossimi giorni promuoverà un incontro tra gli amministratori delle città che hanno partecipato alla selezione per la Capitale della cultura europea 2019 e i ministri competenti per valorizzare il patrimonio progettuale messo in campo da queste, individuando strumenti e risorse per renderlo operativo.

Una soltanto sarà la Capitale europea 2019, ma tutte (Aosta, Bergamo, Mantova, Venezia e il Nord Est, Ravenna, Urbino, Pisa, Siena, Grosseto, Perugia con i Luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, L’Aquila, Lecce, Taranto, Caserta, Matera, Reggio Calabria, Palermo, Siracusa, Erice, Cagliari) hanno compiuto un grande sforzo nel progettare l’ammodernamento del patrimonio culturale, lo sviluppo turistico e il sistema infrastrutturale delle proprie città, con il coinvolgimento di cittadini, associazioni, imprese ed enti. Si tratta ora di non disperdere quanto è stato fatto e per questo si passa dalla “competizione alla cooperazione, dalla gara per vincere, al fare squadra”, come ha spiegato la vice presidente Sereni. Perché “L’Italia ha nella cultura un grande capitale, un fattore di sviluppo, uno spazio per creare moltissime occasioni di lavoro. Lavoro qualificato, lavoro per i giovani”.

"Le città che valorizzano la cultura sono leve dell'economia italiana – ha aggiunto Lanzillotta –. Vogliamo sollecitare il governo perché non abbiamo visto chiarezza di strategie e chiediamo che l’esecutivo batta un colpo”.



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