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martedì 16 luglio 2019

Politica lunedì 05 dicembre 2016 ore 17:30

Il referendum spacca la provincia e il PD

119 voti di differenza tra il sì e il no. Mazzeo e Fontanelli fanno polemica a distanza. I consiglieri regionali Pieroni e Nardini chiedono coesione



PISA — L'area pisana, soprattutto nel capoluogo, è stata quella più generosa verso il No. La Valdera, la zona del Cuoio e la Valdicecina si sono invece orientate in gran parte sul Sì. Il risultato finale, in percentuale, è stato 50,02% a favore del Sì e 49,98% a favore del No.

Dati che fanno ovviamente discutere. Che scenari si potrebbero aprire dopo le dimissioni di Renzi da presidente del consiglio? Ci saranno ripercussioni sulla segreteria provinciale del Pd, al cui vertice c'è Alessio Lari, sindaco di Buti e renziano di ferro?

In attesa di prese di posizione ufficiali dal partito pisano ci sono da registrare le dimissioni dalla segreteria provinciale di Sandra Capuzzi, renziana, assessore al sociale di Pisa, che se la prende coi vertici regionali e locali. E poi ci sono le riflessioni del consigliere regionale Antonio Mazzeo, affidate a facebook. 

E quindi si riparte. Con la consapevolezza di aver purtroppo perso una grande occasione e un pensiero a chi in questi anni e in questi mesi ci ha messo tutta la passione, l'impegno, l'entusiasmo, la dedizione. A chi ha creduto che fossimo davvero davanti alla possibilità di fare quello che per anni era stato promesso e mai mantenuto. A chi ha pensato che si potesse davvero passare dal "lo faremo" al "lo facciamo". A chi ci ha messo la faccia per provare a costruire un'Italia con meno burocrazia, con meno sprechi, senza doppioni. Quella Italia che tutti chiedevano da anni e a cui in tanti, anche oggi, hanno preferito dire di no. E allora il mio grazie, davvero e prima di tutto, a Matteo Renzi e a Maria Elena Boschi per quello che hanno fatto e per come lo hanno fatto. Questa, sono convinto, non è una fine. Ma è e sarà un nuovo punto di partenza“.

E mentre il consigliere regionale pisano del Pd Andrea Pieroni richiama a “Responsabilità, umiltà, unità, correggere la rotta per salvare il PD” per il deputato pisano ed ex sindaco Paolo Fontanelli "Dentro il No espresso a Pisa ci sono anche tanti elettori di sinistra e di centrosinistra, per questo il Pd deve riflettere su come riconquistare questi elettori. E anche qui, come nel resto del Paese, il partito farebbe bene a cercare di ascoltare di più e meglio le istanze che arrivano dai cittadini".

Ed è lo stesso Mazzeo a replicare a Fontanelli in una polemica a distanza che rischia di spaccare ulteriormente il partito:"Giova però ricordare anche che il SI' ha raccolto quasi 2mila voti in più rispetto a quelli presi nel 2013 dalla coalizione a sostegno del sindaco Marco Filippeschi e gli stessi voti rispetto alle politiche di quell’anno. E che rispetto a quelle occasioni, ieri, una parte del nostro partito, dopo aver sostenuto questa riforma in Parlamento, ha deciso di contraddire se stessa per motivi squisitamente politici. La speranza, ovviamente, è che non tenga lo stesso atteggiamento in occasione delle prossime amministrative: credo che sarebbe davvero utile che chi ama Pisa non decida di abbandonarla nel 2018 come ha fatto con la riforma".

Intanto l'altra consigliera regionale pisana del Pd, Alessandra Nardini afferma:"Adesso basta, ci si occupi del Paese e del Partito chiedendoci cosa non ha funzionato. Ci si occupi di chi sta peggio, si torni a parlare con quella che storicamente era la nostra base e che in parte abbiamo perso. Si smetta di premiare la fedeltà e non il merito in Politica. Si torni ad occuparci seriamente del Partito, che non può essere ridotto ad uno strumento attraverso cui candidarsi o ad un mezzo da mobilitare in campagna elettorale".



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