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Lunedì 06 Aprile 2026

PAGINE ALLEGRE — il Blog di Gianni Micheli

Gianni Micheli

Diplomato in clarinetto e laureato in Lettere, da sempre insegue molteplici passioni, dalla scena alla scuola, dalla scrivania alla carta stampata, coniugando il piacere della scrittura con le emozioni del confronto con il pubblico, nei panni di attore, musicista, ricercatore, drammaturgo e regista. Dal 2009 è iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Toscana riversando nella scrittura del quotidiano le trame di un desiderio di comunicazione in cerca dell’umanità dell’oggi, ispirata dalle doti dell’intelligenza, della sensibilità e della ricerca della felicità immateriale.

​Il caffè Mattia Moreni

di Gianni Micheli - Lunedì 06 Aprile 2026 ore 08:00

Oggi non ho bisogno di caffè. Sono piuttosto sveglio. Quasi frizzante. Ho i muscoli che fremono. La testa lucida e vivace. Prospettive per il futuro? Ottime. Pur nella crisi. Pur nel frastuono della memoria della storia perduta. Pur nella consapevolezza di un’umanità in tendenza regressiva. Ne convengo: sono ottimista! Finirà male, certo, ma con bellezza!

Oggi non ho bisogno di caffè, ne ho già preso a sufficienza. Tazzine in forma di quadri. Quadri in forma di colori. Colori in forma di strutture. Strutture in forma di parole. Parole più forti della caffeina. Colori più piacevoli del nero. Un caffè squillante, prorompente, combattivo, festoso nel disagio, in forma solida ed evanescente. Perdurante, perfino, nel gusto, nell’aroma e nella visione.

Oggi non ho bisogno di caffè, né moka né espresso, perché il mio caffè, oggi, si chiama Mattia Moreni, pittore tra i più influenti del ‘900 - ci ha lasciati nel 1999 -, caffeina pura per menti curiose.

I suoi perché (“le mie scarpe da lavoro tentano di trasmettere” PERCHÉ? - 1999) mi hanno avvinto, l’ultima siringata (“l’ultima siringa per l’ultima grande siringata” – 1992) mi ha vestito di sconosciuto, ho sofferto la morte elegante dell’ultimo rubinetto a vite (“l’ultimo rubinetto a vite, spagnolo: la sua morte elegante - 1992), mi sono illuminato insieme al quadrato indisciplinato (“il quadrato indisciplinato si illumina lanciando il bengala” - 1985).

Avvincente la regressione della specie, da tagliarsi con “l’ultimo grande coltello” (1989), mentre fioriscono Umanoidi e robot e robot umanoidi in cerca di intelligenza artificiale, quella che oggi respiriamo ad ogni passo, in ogni scritto, immagine e video, con una realtà pur lei regredita, impoverita, disarmata di fronte all’armamento ricostituito.

Senti come sono pimpante? Mi attacco ai colori come se fossero dotati di bluetooth e succhio energia, faccio il pieno di ricarica, 100% arte pulita, pensiero vivace, scommessa vinta col pennello.

Oggi non ho bisogno di caffè. Sono l’“umanoide dentro il computer trasparente” (1997) e di me Moreni ha già detto e predetto tutto. Esemplare e lampante. Altro, davvero, a questa umanità non serve. Non oggi che può degustare il caffè Mattia Moreni visitando la mostra “Dalla regressione della specie all’umanoide” presso il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna fino al 3 maggio 2026.

Restiamo allegri e colorati perché al resto non c’è rimedio.

Gianni Micheli

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