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Attualità domenica 15 febbraio 2015 ore 10:05

“Dismissione Camp Darby, no a nuove zone militari”

La lista "Una città in comune" e l'utilizzo delle aree dopo il rilascio degli Usa: "La giunta va in direzione diversa da quanto deciso in consiglio"



PISA — “Alcune zone dell’attuale Camp Darby verranno a breve rilasciate dall’amministrazione statunitense. Ma sul loro destino la giunta Filippeschi si sta muovendo in direzione totalmente diversa rispetto a quanto è stato approvato dal consiglio comunale (col sindaco Fontanelli) nel non lontano 2007. Allora il Comune di Pisa, di concerto con gli altri enti territoriali, si impegnava a una riconversione ad usi civili dell’area di Camp Darby. Ora le cose sembrano indirizzate diversamente”.

Così in una nota la lista “Una città in comune”.

“Infatti rispondendo a una nostra interpellanza – si continua – l'assessora Zambito si è dichiarata non contraria a che l'area che verrà dismessa dagli americani venga utilizzata per la razionalizzazione delle presenze militari presenti nelle caserme della città, e che quindi venga utilizzata dall'esercito italiano. Insomma, nessun uso civile di Camp Darby come diceva la mozione approvata”.

“Il Comune quindi, non farà alcuna richiesta di utilizzo a fini civili delle aree dismesse. In altre parole quando gli americani trasferiranno l'area al ministero della Difesa, e questo ne chiederà l’uso a fini militari, il Comune non solo avallerà questa scelta ma cercherà di trovare nuove intese per far resuscitare il vecchio protocollo sul progetto caserme che è ormai fallito e defunto”.

Riteniamo che questa sia l'ennesima scelta sbagliata da parte di questa amministrazione. Da sempre, insieme con i movimenti contro la guerra locali e nazionali, chiediamo e manifestiamo per la chiusura di Camp Darby e per una smilitarizzazione del nostro territorio. Non pensiamo che la militarizzazione dei territori da parte italiana sia diversa o migliore da quella statunitense: se anche un piccolo settore di Camp Darby verrà dismesso questo dovrebbe comunque essere recuperato ad usi civili. Crediamo che sia questa la richiesta dell’intera città, e il nostro impegno è che questo obiettivo sia raggiunto”, conclude la lista “Una città in comune”.

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