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Lavoro venerdì 03 gennaio 2014 ore 12:35

Fatturato in aumento per il 2% delle imprese di Pisa

Un'azienda su due ha visto calare il giro d'affari, meno di tre su dieci hanno in programma di chiedere un credito per gli investimenti



PISA — Due imprese ogni cento di Pisa e provincia vantano un fatturato in aumento nel 2013. Succede al 3% in Toscana. Nel 2010, le previsioni per le Pmi erano del 24% a Pisa e del 15% in Toscana. Solo il 3% delle imprese pisane dichiara investimenti effettuati o in corso nel 2013. Nel 2010 erano il 12%.

L'indicatore del giro d'affari previsto nel 2013, in confronto al 2012 evidenzia come il 45% delle imprese che operano nel mercato interno dichiara una diminuzione, contro il 19% di quelle che esportano all'estero.

Solo quattro aziende su dieci (il 43%) si dicono in grado di far fronte al proprio fabbisogno finanziario. Altre tre (il 29%) dicono di farcela, ma spesso con affanno. Altrettante (il 28%), quindi, ammettono di non farcela. Per queste aziende, secondo ConfcommercioPisa, le difficoltà derivano in modo particolare dall'insufficienza del fatturato come dall'irregolarità o dal ritardo delle entrate. "Se per correre ai ripari si utilizza per lo più la leva dello scoperto bancario – spiega ConfcommercioPisa -, non può non preoccupare il fatto che nella metà dei casi le difficoltà vengano scaricate su altre imprese (ritardando il pagamento dei fornitori) innescando così un preoccupante circolo vizioso".
Contrazione dell'attività, affievolirsi degli investimenti, minore capacità di rimborsare i debiti (associata per molti alla difficoltà di esigere i crediti), l'aumento dei fallimenti, la chiusura di molte attività sono tutti fattori che hanno concorso a una flessione della domanda del credito in provincia di Pisa. Per l'immediato futuro solo il 12% delle imprese si dice intenzionato a richiedere credito. "Più che la quota limitata, però – secondo Confcommercio - è la motivazione della richiesta che preoccupa: il denaro sarà utilizzato per la gestione corrente (nell’83% dei casi) mentre solo il 27% nel 2013 (era il 38% nel 2012) lo utilizzerà per nuovi investimenti".


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