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Attualità Domenica 05 Luglio 2026 ore 17:46

Acli, Cannistrà, "Servono luoghi di pensiero"

L'arcivescovo incontra i dipendenti delle Acli. Valente: soci in crescita del 14% e oltre 55mila interventi nei primi sei mesi del 2026



PISA — Il lavoro come strumento di dignità, la crescita delle disuguaglianze e la necessità di creare spazi di confronto e riflessione. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro annuale tra l'arcivescovo di Pisa padre Saverio Cannistrà e i dipendenti delle Acli provinciali di Pisa e Lucca, ospitato venerdì pomeriggio all'auditorium "Toniolo" dell'Opera della Primaziale.

Nel suo intervento, Cannistrà ha affrontato il tema della crisi del lavoro partendo da una riflessione più ampia. "La crisi dei salari? Certo che esiste ed è molto acuta, ma a mio modo di vedere è il sintomo di un problema ancora più grave, ovvero una visione distorta del lavoro, considerato sempre di più solo come un mezzo per sopravvivere e non un luogo e un’attività in cui ciascuno realizza, in pienezza, la propria umanità".

L'arcivescovo ha richiamato alcuni passaggi della Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV, dedicata al valore del lavoro, ricordando come nella tradizione biblica il lavoro rappresenti una vocazione affidata all'uomo. Ha citato anche San Benedetto, Erich Fromm e Hannah Arendt, soffermandosi sul rapporto tra persona, possesso e relazioni umane. "Come chiesa facciamo molta assistenza, che spesso è necessaria, ma l’obiettivo ultimo è promuovere l’uomo e la sua dignità".

Da qui l'appello rivolto ai presenti: "C’è bisogno di luoghi e spazi dedicati al pensiero e all’elaborazione, io almeno ne sento il bisogno. Si va consolidando una struttura di società in cui le disuguaglianze diventano sempre più marcate ed è l’esatto contrario di ciò che ci indicano il Vangelo e la Costituzione, ma questa è l’aria che respiriamo. C’è bisogno di purificarla e per questo sono necessari luoghi e spazi di analisi e di elaborazione".

Nel corso dell'incontro il presidente delle Acli provinciali di Pisa e Lucca, Andrea Valente, ha presentato il bilancio dei primi sei mesi del 2026. "Siamo una realtà giovane, dato che l’età media di chi lavora con noi è di 45 anni, e con una particolare attenzione al lavoro femminile poiché 59 dei nostri 77 dipendenti sono donne", ha detto, ricordando la presenza di tredici sedi nella provincia di Pisa e tre in quella di Lucca.

Valente ha evidenziato anche la crescita dell'associazione: "Soprattutto siamo una realtà in crescita se è vero che, a fine giugno, siamo già a 6.276 soci, il 14% in più rispetto ai 5.509 di un anno fa. Continuando così, a fine anno, dovremmo riuscire a superare gli 8.503 iscritti con cui abbiamo chiuso il 2025".

Il presidente ha poi illustrato l'attività svolta dai servizi Acli nei primi sei mesi dell'anno. "Soltanto il patronato, in questi primi sei mesi, ha effettuato 33.618 interventi a cui vanno aggiunti i 22.157 del Caf per un totale di 55.774", ha detto, sottolineando come circa il 19% degli utenti sia rappresentato da cittadini stranieri, percentuale che sale al 22% per le richieste Isee e al 42% per il modello Redditi.

Sono intervenuti anche monsignor Antonio Cecconi, assistente spirituale delle Acli provinciali, che ha osservato: "In 52 anni di sacerdozio qualche mi è capitato di raccogliere la confessione di molti credenti, ma solo quattro volte mi è capitato che qualcuno di loro confessasse il peccato di evasione fiscale", e il presidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia, secondo il quale "Oggi sembra che l’umanità sia bella solo se è perfetta e che, se una persona ha un diritto, lo tolga a qualcun altro: viviamo in una società impregnata d’individualismo in cui viene prima di tutto l’io. Proprio per questo, però, il nostro impegno ha un senso ancora più profondo: curare l’umanità ferita, aiutarla a rimettersi in piedi, è una missione fondamentale. Oggi ancora più di ieri".

L'iniziativa si è conclusa con una visita al Museo delle Sinopie e con un momento conviviale tra i partecipanti.


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