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Attualità Lunedì 27 Aprile 2026 ore 08:25

I medici di famiglia contro la riforma

Medici dipendenti e autonomia a rischio: i dottori pisani della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale respinge la bozza del Ministero



PISA — La bozza di decreto presentata dal ministro della Salute Orazio Schillaci per riformare il ruolo del medico di medicina generale, che tutti conosciamo come medico di famiglia, non piace alla sezione pisana della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale

Un eufemismo, perché i dottori pisani hanno respinto in toto il testo del Governo. "I fondamentali di salute dell’Italia sono tra i migliori al mondo, come confermato da autorevoli rapporti internazionali e nazionali - hanno spiegato - questo primato è merito anche della medicina generale, una medicina di prossimità fondata sul rapporto fiduciario tra medico e paziente e sull’autonomia professionale del medico di famiglia. La bozza di decreto-legge, redatta senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali va contro questi principi".

"Da un lato sono previsti medici dipendenti, che nulla hanno a che fare con i paradigmi fondanti della medicina generale - hanno spiegato - dall’altro, una forte limitazione dell’autonomia e dell'indipendenza del medico di medicina generale, inspirandosi a modelli ampiamente superati e abbandonati in altri Paesi, come il pagamento a prestazione, che introduce logiche distorsive e un appesantimento burocratico nel rapporto tra medico e paziente".

"In Italia mancano già oltre 5.700 medici di medicina generale e questo decreto aggraverà ulteriormente la carenza, producendo un peggioramento delle disuguaglianze territoriali - hanno concluso - questo si tradurrebbe in una grave limitazione dei diritti dei cittadini che non troverebbero più il professionista che li conosce e che agisce in autonomia, perseguendo le migliori opportunità di salute per il singolo paziente, ma uno sportello sanitario anonimo: un modello impersonale, incapace di gestire la complessità dei malati cronici e fragili. Se il decreto non sarà ritirato saremo chiamati ad azioni clamorose per difendere i diritti dei cittadini e l’indipendenza del medico di medicina generale".


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