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Cronaca venerdì 30 ottobre 2020 ore 09:14

In aeroporto con 13 sacchi di sabbia elbana

I sacchi di sabbia dell'Elba sequestrati

Ben 13 chilogrammi di sabbia proveniente dalle spiagge dell'Isola d'Elba sono stati intercettati e sequestrati al Galilei a tre turisti spagnoli



PISA — La Guardia di Finanza che opera all'interno dello scalo aeroportuale "Galilei" di Pisa ha effettuato un sequestro di circa 13 chilogrammi di sabbie e ciottoli prelevati nelle spiagge dell’Isola d’Elba. Autori del misfatto tre turisti spagnoli, che incautamente avevano riposto il bottino nelle loro valigie per portarlo a Valencia.

I finanzieri, insieme al personale dell’Agenzia delle Dogane, sono prontamente intervenuti sequestrando i 13 sacchetti da un chilo di sabbia elbana e segnalando il tutto all'Ente Parco dell'Arcipelago Toscano.

"L’Ente Parco - hanno così commentato dal Parco Nazionale - ringrazia l’operato della Guardia di Finanzia di Pisa che ha sventato questa vera e propria aggressione nei confronti del patrimonio geologico e paesaggistico dell’Arcipelago Toscano. Il Codice della Navigazione in relazione all’attuale giurisprudenza, infatti, qualifica l’abusiva asportazione di sabbia e ciottoli dalle spiagge quale reato di furto aggravato, sia in relazione alla destinazione della cosa (sabbia ovvero il bene demaniale) alla pubblica utilità, nonché per l’esposizione della stessa alla pubblica fede, causando un danno idrogeologico all’arenile pregiudicandone la fruibilità del lido marino (sottoposto a vincolo paesaggistico ed archeologico- patrimonio Unesco).

"Tale pessima pratica - hanno ricordato dall'Ente Parco -, purtroppo molto diffusa tra i turisti balneari, provoca un enorme danno all'ecosistema biologico e geologico, rischiando di modificare la dinamica costiera e compromettendo l’equilibrio degli arenili. Fortunatamente stavolta, non è andata così! I tre sedicenti studenti valenciani sono stati assicurati alla giustizia e la sabbia è tornata al suo posto".

I campioni di sabbie e ciottoli sequestrati saranno riconsegnati dalla Guardia di Finanza all’Ente Parco ed esposti presso il Centro di Educazione Ambientale di Lacona, dove vengono proposte attività didattiche e divulgative relative alle tematiche degli arenili ed al ruolo degli ecosistemi dunali.

Chi estrae abusivamente arena o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale ovvero delle zone portuali della navigazione interna, senza autorizzazione non solo rischia conseguenze penali ma, sarà costretto anche a pagare una sanzione amministrativa di una somma da 1.549 a 9.296 euro.

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