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Attualità lunedì 11 novembre 2019 ore 17:04

Una casa per i padri separati

Un momento del convegno

L’assessore alle politiche sociali Gambaccini ha presentato al convegno su “Genitori e casa nella crisi della famiglia” l’avvio del nuovo progetto



PISA — Si è tenuto al Palazzo dei Consiglio dei Dodici in piazza dei Cavalieri il convegno, promosso da Comune di Pisa, Società della Salute zona pisana e Unione dei Giuristi Cattolici Italiani (U.G.C.I.), dal titolo “I genitori e la casa nella crisi della famiglia”.

“La separazione tra coniugi – spiega il consigliere comunale Riccardo Buscemi, tra i promotori dell’iniziativa - è momento doloroso e complicato: spesso sono i padri a trovarsi fuori casa con uno stipendio che non è sufficiente a coprire tutte le spese. Può capitare che alcuni finiscano in strada, a dormire in macchina o in situazioni indecorose, e che si trovino costretti a rinunciare alla possibilità di vedere crescere i figli e di continuare a costruire con loro un rapporto quotidiano e sereno. Da quello che è un bisogno sempre più diffuso, apparentemente sotto traccia, nasce l’idea di realizzare a Pisa una “Casa per i Padri Separati”, proposta che ha trovato subito la risposta favorevole dell’assessore alle politiche sociali Gianna Gambaccini, che ringraziamo per la disponibilità e l’impegno messo a disposizione per la realizzazione dell’idea.”

“Dopo una prima fase preliminare – dichiara l’assessore alle politiche sociali Gianna Gambaccini - che consisterà nel mettersi in contatto con i padri separati per ascoltare il loro punto di vista e per costruire un servizio che risponda alle loro reali esigenze, partirà il progetto, inizialmente in via sperimentale, che prevede la realizzazione di una “Casa per padri separati” dove potranno alloggiare tre o quattro persone, per periodi limitati nel tempo e dettati da situazioni di difficoltà o di emergenza. Abbiamo già previsto nel bilancio del prossimo anno 30 mila euro per coprire le spese di allestimento e di gestione dell’immobile individuato per ospitare questo progetto pilota. Un servizio che successivamente verrà sviluppato e potenziato, perché riteniamo che le istituzioni abbiano il dovere di non lasciare in mezzo a una strada questi genitori che si trovano a vivere momenti dolorosi e difficili per sé e per i minori coinvolti.”

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