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Attualità lunedì 08 gennaio 2024 ore 15:10

La mappa della Tari "Aumenti e disomogeneità"

Lo studio di Confcommercio su un campione di nove comuni: "Bar, ristoranti e ortofrutta tra le attività che pagano di più"



PISA — "La Tari continua a rappresentare per le imprese del territorio pisano un peso insostenibile". Lo scrive Confcommercio che, proprio sulla tassa sui rifiuti, ha condotto uno studio su un campione di nove comuni, Pisa, Cascina, Pontedera, Ponsacco, San Giuliano Terme, San Miniato, Santa Croce, Castelfranco di Sotto e Volterra.

Lo studio traccia una mappa e mette a confronto il costo della Tari in questi nove territori della provincia. "Le categorie maggiormente gravate e penalizzate -spiega Confcommercio Pisa- sono soprattutto quelle dei ristoranti, pizzerie, bar, caffè, pasticcerie, pescherie, ortofrutta e fiorai".  

La maglia nera, in base a quanto emerge dallo studio, spetterebbe a Cascina "Con un aumento medio - si legge nella nota dell'associazione di categoria- del 15% rispetto al 2022". 

"Non solo un ristorante o una pizzeria di Cascina si ritrova a pagare oltre 1.000 euro in più di Tari rispetto al 2022 - sottolinea Confcommercio- ma paga praticamente il doppio rispetto a un omologo situato in altri comuni della provincia. Per fare un esempio, un ristorante di Cascina della superficie di 150 metri quadrati nel 2023 paga 6.039 euro, mentre lo stesso ristorante situato a San Giuliano Terme 4.734 euro, a Pisa 4.134 euro, a San Miniato 3.871 euro, a Pontedera 3.610 euro, a Volterra 2.616 euro".

In base allo studio di Confcommercio le disomogeneità interesserebbero però anche altre categorie. "Ad esempio - prosegue l'associazione - un negozio di abbigliamento di 200 metri quadri a San Giuliano Terme paga 1.782 euro l'anno, quasi il doppio di uno stesso negozio situato nella vicina Pisa (1.124 euro), un bar di 100 metri quadri a Cascina si ritrova a pagare 2.750 euro all'anno di Tari, rispetto ai 1.315 per la stessa attività situata a Volterra, un ortofrutta di 70 metri quadri a Cascina pagherà 3.126 euro rispetto ai 1.537 euro di una stessa attività a Ponsacco".

“La fiscalità locale - commenta il direttore provinciale di Confcommercio Federico Pieragnoli - rappresenta un peso rilevante per le imprese dei nostri territori, e tra i vari tributi, la Tari è tra quelli che grava maggiormente su commercianti e imprenditori. In un contesto generale di aumenti nella maggior parte dei comuni analizzati colpisce il caso di Cascina, anche alla luce di notevoli sproporzioni che vedono ad esempio aumentare la Tari del 18 e del 17% per ristoranti e bar e di appena il 3% per gli ipermercati. Chiediamo all'amministrazione comunale di intervenire con la massima urgenza per adeguare le tariffe e cancellare una disparità francamente inaccettabile rispetto ai comuni vicini. Anche San Giuliano Terme registra tariffe molto alte rispetto alla media provinciale praticamente in tutti i settori analizzati e anche in questo caso auspichiamo un intervento tempestivo dell'amministrazione. Positivo invece il caso di Volterra, che si conferma tra i comuni con le tariffe più basse per la maggior parte delle categorie, mentre apprezziamo l'intervento del comune di San Miniato, che nel 2020 aveva la Tari più elevata a livello provinciale con tariffe in media più alte del 55%, e che anche in seguito alle nostre sollecitazioni ha abbassato le tariffe allineandole a quelle degli altri comuni, con una diminuzione media del 6%”.

"Per il 2024  - conclude Pieragnoli- chiediamo ai sindaci di rivedere le tariffe tenendo conto delle specificità delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, al fine di prevedere agevolazioni, esenzioni e soprattutto condizioni più eque in base alla tipologia di attività, proprio a partire dai casi più gravi come quello di Cascina”.


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