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Politica martedì 01 novembre 2022 ore 19:00

Declassamento del "Galilei", le reazioni politiche

Dal Partito Democratico ad Azione, passando per Sinistra Italiana e Cub: la bozza che taglia fuori Pisa dagli aeroporti strategici fa discutere



PISA — Un 1° Novembre all'insegna delle reazioni politiche sulla bozza di Enac, che inserisce l'aeroporto di Firenze tra i 14 scali strategici nazionali a discapito di Pisa, estromessa dall'elenco. Un fatto che, naturalmente, ha scatenato la polemica.

"Quanto scritto da Enac nel suo rapporto deve senza dubbio essere corretto - ha fatto sapere in una nota il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Matteo Trapani - occorre quindi che il ministro alle Infrastrutture, il segretario della Lega Matteo Salvini, intervenga subito. Serve inoltre, come ben rappresentato dal presidente della Regione, affermare la strategicità e la centralità del nostro aeroporto nel sistema toscano integrato e la necessità di continuare con ancora più forza a investire su questo scalo".

"Come vicepresidente della Commissione speciale sul Trasporto intermodale aeroportuale ho evidenziato i più volte la necessità di affrontare con forza il tema del miglioramento del trasporto tra Livorno Pisa e Firenze, previsto dal Governo Draghi nel contratto di servizio con Ferrovie dello Stato - ha proseguito - la sfida, per i pisani e per tutta la Toscana, è di chiedere subito finanziamenti pubblici per la velocizzazione del collegamento ferroviario tra Pisa e Firenze".

"La decisione di rendere Firenze scalo aeroportuale strategico è una scelta totalmente ideologica. Così come ideologica e totalmente sbagliata fu la volontà della Regione guidata da Enrico Rossi di privatizzare e fondere i due aeroporti, insieme alla decisione dannosa di realizzare una mega pista a Peretola - hanno scritto da Sinistra Italiana - in questo contesto, i promessi investimenti di Toscana Aeroporti sullo scalo di Pisa tardano ad arrivare: c’è un disegno preciso, quello di affossare l’aeroporto di Pisa, declassarlo e renderlo subalterno a quello di Firenze".

"Deboli e ipocrite sono le prese di posizione del sindaco Michele Conti, che nulla ha fatto in questi mesi per l’inserimento di progetti di collegamento veloce Pisa-Firenze su rotaia attraverso i fondi Pnrr - hanno aggiunto - di fatto, la Giunta di centrodestra è subalterna agli interessi privati di Corporation America e la rappresentanza comunale nel consiglio di amministrazione di Toscana Aeroporti non ha mai espresso contrarietà alle scelte della società".

"Una vera e propria giravolta rispetto ai precedenti piani, ma anche alle intenzioni dichiarate e presentate in varie occasioni ufficiali da istituzioni e Toscana Aeroporti dopo la fusione dei due scali - hanno scritto dal direttivo comunale di Azione - di fatto un declassamento che incide fortemente e inesorabilmente sul futuro dell'aeroporto sulle sue prospettive di crescita e investimento e su tutta l'economia dei territori della costa".

"Urgono provvedimenti rapidi e concreti, per rigettare la bozza di Enac che necessita di un'immediata rettifica - hanno detto - attendiamo in tal senso un’azione concreta da parte del presidente Giani e da Toscana Aeroporti: gli impegni presi vanno rispettati e non traditi".

Da parte del sindacato Confederazione unitaria di base, invece, il focus va sul lavoro e i lavoratori. "Ci sembra che la partita in gioco includa anche alta velocità, infrastrutture e interessi economici che a cascata determineranno il futuro degli scali di Pisa e Firenze, magari sulla pelle dei lavoratori in appalto - hanno scritto - eppure, l'aeroporto pisano ha da sempre il doppio dei passeggeri di Firenze, mentre qualcuno vorrebbe renderlo una sorta di grande hub civile accanto all'hub militare. Ci viene raccontato che le basi sono una grande opportunità anche per la rigenerazione urbana dei territori, ma, se confermata, la militarizzazione diventerebbe invece un ostacolo insormontabile per il futuro dello scalo".

"Chiediamo di rendere pubblica tutta la documentazione e di conoscere il punto di vista del Governo nazionale, di quello regionale e locale - hanno concluso - solo con documenti alla mano e chiarezza di intenti da parte degli amministratori potremo capire se esiste la volontà di salvaguardare i posti di lavoro e il tessuto economico".


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