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Attualità domenica 30 ottobre 2022 ore 19:00

Tensione ad alta quota, guerra tra aeroporti toscani

aereo

Nel nuovo piano nazionale degli scali italiani il Galilei di Pisa è escluso dalla lista di quelli strategici, dove invece compare Firenze



TOSCANA — Rispetto a quanto è stato per anni è un ribaltamento: l'aeroporto fiorentino Amerigo Vespucci di Firenze nella lista dei 14 scali strategici a livello nazionale, mentre il Galileo Galilei di Pisa no. Questo è il contenuto della bozza del nuovo Piano nazionale degli aeroporti (Pna) che Enac - l'ente nazionale per l'aviazione civile - si accinge a sottoporre al governo. 

Ed è subito tensione in quota per l'inedito testacoda rispetto allo status quo, con Pisa che paventa quello che potrebbe apparire come un declassamento e Firenze che assiste sorniona agli sviluppi dopo che nel Maggio scorso proprio Enac aveva dato il via libera alla realizzazione della nuova pista da 2.200 metri destinata a potenziare lo scalo fiorentino.

In realtà il sistema aeroportuale fiorentino è marcatamente tipizzato per tipologia di utenza, con vocazioni distinte fra i due principali scali della rete toscana cristallizzate dalla stessa bozza di Pna stilata da Enac: "Il sistema aeroportuale toscano si contraddistingue per la spiccata diversificazione e specializzazione dei due aeroporti. Da un lato - si legge nel documento - l’aeroporto di Firenze presenta storicamente un traffico “premium”, realizzato attraverso un network di corto-medio raggio con voli di feederaggio verso i principali hub europei, operato prevalentemente da compagnie tradizionali tramite velivoli di piccole-medie dimensione (determinata da restrizioni operative della pista)". 

"Dall’altro - è scritto di seguito - l'aeroporto di Pisa è caratterizzato dalla prevalenza di traffico turistico gestito da vettori low cost e dalla presenza di voli cargo". In generale, "in termini di bacino, il sistema toscano è accessibile da 9,7 mln di abitanti (333 mld di Gdp) in due ore, entrando in significativa sovrapposizione con la catchment area dell’aeroporto di Bologna (44% con Firenze)".

La Toscana nella nuova definizione del network nazionale

In prospettiva, la nuova pianificazione di Enac vedrebbe entrambi gli scali maggiori della rete toscana presenti fra i 40 aeroporti definiti di interesse nazionale, ma solo Firenze Peretola fra i 14 scali di particolare rilevanza strategica insieme con quelli di Torino Caselle, Milano Malpensa, Bergamo Orio al Serio, Venezia Tessera, Bologna Borgo Panigale, Roma Fiumicino, Napoli Capodichino, Bari, Lamezia Terme, Catania, Palermo e Cagliari definiti "nodi essenziali per l'esercizio delle competenze esclusive dello Stato".

Enac individua la rete aeroportuale toscana fra quelle "maggiore criticità" sullo scenario nazionale: "La Rete Toscana risente del 'cap' capacitivo dovuto al couso militare/civile dello scalo di Pisa, Main Operating Base (Mob) dell’Aeronautica Militare", recita il Pna. 

E però: "Al contempo - si considera ancora - l’attuale dotazione infrastrutturale di Firenze Peretola risente delle limitazioni operative vigenti, anche a fronte di migliorie applicabili alle procedure airside o alle regole Atm. Ne deriva che l’incoraggiante trend positivo della domanda potenziale di traffico dovrà essere gestito attraverso la pianificazione di uno sviluppo sostenibile e di qualità dello scalo fiorentino".

La voce della politica

Lo scenario di prospettiva scuote anche la politica. Il Movimento 5 Stelle a fine mattinata ha diffuso una nota in cui i suoi esponenti nazionali e regionali - i deputati Andrea Quartini e Riccardo Ricciardi e le consigliere regionali Irene Galletti e Silvia Noferi - annunciano question time sia in parlamento che in consiglio regionale per avere chiarimenti da parte del governo e della giunta toscana.

Gli esponenti pentastellati parlando di "sgrammaticatura politica" e attaccano ad alzo zero: “Solo una volontà politica miope e distante dagli interessi reali dei toscani - dichiarano - può pensare di concentrare gli investimenti in un’area che non ha le idonee caratteristiche per un’adeguata espansione, come l'area di Peretola che già in passato ha dimostrato tutta la sua debolezza in virtù delle centinaia di prescrizioni che hanno minato il percorso di realizzazione della nuova pista, e che noi abbiamo sempre contestato".


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