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Attualità Domenica 19 Luglio 2026 ore 07:16

Povertà record, 2.199 persone dalla Caritas

Nel 2025 richieste in aumento del 20,2%. Pesano l'emergenza abitativa e la crisi dei servizi sociali dopo la chiusura della SdS pisana. Casa al centro



PISA — Mai così tante persone si erano rivolte ai servizi della Caritas diocesana di Pisa, nemmeno durante gli anni più difficili della pandemia. Nel 2025 sono state 2.199, il 20,2% in più rispetto alle 1.830 dell’anno precedente. Il dato emerge da "In frantumi", il diciannovesimo Rapporto sulle povertà incontrate dall’organismo diocesano, che restituisce l’immagine di un territorio attraversato da fragilità sempre più profonde.

Il numero, già particolarmente significativo, fotografa soltanto chi ha avuto un contatto diretto con i centri d’ascolto e gli altri servizi. Considerando anche i 2.146 figli conviventi, dei quali 1.519 minorenni, e altri 246 familiari, la platea complessivamente sostenuta raggiunge 4.591 persone, una popolazione paragonabile a quella di comuni come Palaia o Peccioli.

A rendere il quadro ancora più preoccupante è il fatto che l’aumento si sia verificato in un anno privo di emergenze improvvise o dell’apertura di nuovi servizi capaci di intercettare un’utenza diversa. Per questo gli autori del rapporto parlano di un incremento "non solo elevatissimo, ma anche atipico". Sono aumentati in modo netto anche i contatti: 25.699 nell’arco dell’anno, con una media di dodici accessi per ciascuna persona, contro gli 8.418 registrati nel 2024.

A crescere non sono state principalmente le cosiddette nuove povertà. Delle 369 persone in più rispetto all’anno precedente, soltanto 61 si sono presentate per la prima volta. Molte erano già conosciute dai servizi e sono tornate a chiedere aiuto dopo un periodo di relativa stabilità. "È il fenomeno delle cosiddette 'povertà di ritorno', persone che Caritas aveva seguito e sostenuto in passato ma che, per un certo periodo, non si erano più fatte vedere, quasi sempre non perché la loro situazione di fragilità si fosse risolta, ma semplicemente attenuata, sovente grazie al coinvolgimento di altri servizi del territorio, a cominciare da quelli pubblici", hanno spiegato gli autori. "Non è un fenomeno nuovo, si era già verificato frequentemente in passato, ma mai in queste dimensioni".

Una delle principali cause individuate dal rapporto è l’emergenza abitativa. Tra il 2022 e il 2025 le persone in condizioni di marginalità abitativa, comprendendo non soltanto i senza dimora ma anche chi vive in dormitori, camper, garage, strutture temporanee o case occupate, sono passate da 148 a 348, con una crescita del 135%. La loro incidenza sul totale degli utenti è salita dal 10,7 al 21,3%.

Il mercato degli affitti appare sempre meno accessibile alle fasce più fragili. Nel territorio pisano i contratti di durata inferiore ai tre anni, categoria nella quale rientrano anche gli affitti brevi, rappresentano il 28% delle nuove locazioni. Parallelamente resta elevato il rischio di perdere l’abitazione: nel 2024 in provincia sono stati emessi 267 provvedimenti di sfratto, il 7% in più rispetto all’anno precedente, mentre le richieste di esecuzione hanno raggiunto quota 872.

La pressione si riflette anche sul sistema delle case popolari. Nella Zona Pisana, alla fine del 2024, erano 3.473 i nuclei ospitati in alloggi Erp e 1.255 quelli inseriti nelle graduatorie in attesa di una sistemazione. Il sistema riesce quindi a soddisfare il 73,5% del bisogno conosciuto e appena il 48,4% di quello potenziale, stimato in 7.176 famiglie con i requisiti per accedere all’edilizia pubblica.

L’altra chiave di lettura indicata dal rapporto è la crisi dei servizi sociali e sociosanitari della Zona Pisana, segnata dalla messa in liquidazione della Società della Salute dal primo Agosto 2025. Il 77,5% delle persone per le quali il dato è disponibile risulta seguito anche da un assistente sociale, ma tra gli utenti conosciuti da almeno sei anni il ritorno alla Caritas è cresciuto del 31,7%.

"Sono ormai diversi anni che nella Zona Pisana vi è un altissimo turnover fra gli assistenti sociali e che le relazioni fra questi e gli utenti dei servizi sono piuttosto 'rarefatte', contraddistinte da colloqui in presenza saltuari, a causa soprattutto dell’elevato numero degli utenti che ciascun assistente sociale deve seguire", si legge nel rapporto. Nell’ultimo anno il turnover si sarebbe ulteriormente accentuato e gli incontri sarebbero diventati ancora più distanti nel tempo. "In un tempo d’incertezza e relazioni dilatate, infatti, la sicurezza è che la Caritas c’è".

Tra i fenomeni più evidenti c’è infine la crescita dei lavoratori poveri. Nel 2025 sono state 453 le persone occupate costrette a rivolgersi alla Caritas, il 36% in più in un solo anno. Rispetto al 2016 l’aumento raggiunge l’88%, mentre nel confronto con il 2008 il numero è quasi triplicato. Alla Cittadella della Solidarietà sono state inoltre sostenute 453 famiglie, per un totale di 1.597 persone: 574, pari al 35,9%, erano minorenni.


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