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Politica sabato 01 settembre 2018 ore 12:35

"Un grottesco archivio di social-ronde fai-da-te"

Così definisce la chat Whatsapp sulla sicurezza a Putignano il segretario del locale circolo Pd Antonelli, proccupato delle dinamiche innescate



PISA — Stefano Antonelli, segretario del circolo Pd di Putignano, Sant'Ermete, Ospedaletto e Coltano, guarda con preoccupazione al gruppo Whatsapp denominato "Sgurado di Vicinato e Sicurezza Putignano", che a suo dire ha generato "Social-Ronde fai-da-te" e "Social-Sceriffi", artefici di "una caccia alla streghe costante ed inutile e di generare intolleranza indiscriminata verso lo Straniero".

Nessun modello Putignano da seguire, dunque, secondo Antonelli, che lancia l'allarme con una lunga disamina della situazione, che riportiamo di seguito.

"Già da diversi mesi sugli organi di informazione locali sono stati pubblicati articoli dedicati al cosiddetto “modello Putignano - gruppi Whatsapp sguardo di vicinato”: un modello che sarebbe da esportare anche negli altri quartieri di Pisa perché vanterebbe, per fare solo un esempio, risultati concreti nella diminuzione dei furti nelle case (senza che, naturalmente questi risultati vengano mai supportati da dati o numeri effettivi che permettano di operare veri confronti rispetto al passato, o semplicemente al “prima”).

Ma ripercorriamo in sintesi la genesi di questa iniziativa .

Nel 2015, a seguito del sempre crescente numero di furti nelle abitazioni, l'allora questore di Pisa Alberto Francini suggerì un modello di aiuto tra cittadini che prevedeva la collaborazione diretta delle Forze dell'Ordine tramite la creazione di gruppi Whatsapp di abitanti del quartiere che, in rete, potessero segnalare eventuali situazioni di pericolo inoltrandole immediatamente alle Autorità competenti: un sistema piramidale, istituzionale e diretto in cui promuovere lo scambio di informazioni tra i cittadini e le forze di Pubblica Sicurezza, che, è bene ricordarlo, rimangono le uniche dedicate alla tutela della sicurezza delle persone.

A seguito di questa proposta e per iniziativa di alcuni cittadini che si sono confrontati all'interno del Ctp 3, è nato il gruppo Whatsapp “Sguardo di Vicinato e sicurezza Putignano” coordinato dalla signora Alessandra Orlanza.

Tuttavia, da subito è stato chiaro che questo gruppo presentava molti problemi: prima di tutto, non ha mai avuto un profilo istituzionale definito, perché non aveva né un rappresentante individuato tra i componenti del Ctp3 (l’organo comunale istituzionale di partecipazione e di quartiere quartiere) né un referente della Polizia Municipale: nella chat non c’è mai stato un rappresentante delle Forze dell'Ordine, laddove la corretta gestione del sistema di collaborazione fra cittadini ed istituzioni preposte al controllo della sicurezza prevedeva, appunto, un dialogo, un confronto e, quindi, rappresentanti di entrambe le parti. Anche perché, quando si tratta di sicurezza, è molto facile passare da semplici cittadini a “giustizieri della notte”.

Ed infatti il gruppo si è trasformato ben presto in una sorta di grottesco archivio dei risultati di Social-Ronde fai-da-te, gestito in maniera del tutto improvvisata da Social-sceriffi della Domenica: una piattaforma sociale del risentimento e della paura nel quale veniva segnalato di tutto, con il solo risultato di alimentare una caccia alla streghe costante ed inutile e di generare intolleranza indiscriminata verso lo Straniero, chiunque esso fosse e senza che la maggior parte della situazioni fossero veramente verificabili o meritassero davvero l’intervento diretto delle Forze dell’Ordine.

Per fare solo qualche esempio dell’assurdità di questa situazione, se una coppia di persone vestite con abiti di foggia non occidentale veniva sorpresa a scattare foto ad una casa che aveva visitato poco prima per valutarne l’affitto, immediatamente scattava la segnalazione e la propagazione dell’allarme, dettata dalla paura verso chissà quale reato imminente.

Ancora più grave la condivisione di fotogrammi di persone, magari prese di spalle e al buio e subito sbattute nella chat/gogna perché additate come presunti ladri di turno che scappavano e che, così, suscitavano la consueta litania di offese e minacce, quando l’unica cosa vera da fare sarebbe stata verificare il reale pericolo e trasferire le presunte prove del reato direttamente alle Autorità competenti cui unicamente spetta il compito di valutare le segnalazioni ed eventualmente intervenire".


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