Cronaca Sabato 11 Luglio 2026 ore 07:10
Ragazze punte con una siringa, condannato a tre anni

Il 52enne pisano Simone Baroncini, già femminicida, riconosciuto colpevole di violenza sessuale di minore gravità. Alle vittime 10mila euro ciascuna
PISA — Tre anni di reclusione senza sospensione condizionale della pena e un risarcimento provvisorio di 10mila euro per ciascuna delle due vittime. È la condanna pronunciata con rito abbreviato dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Pisa, Giovanni Zucconi, nei confronti di Simone Baroncini, 52 anni, riconosciuto colpevole di violenza sessuale di minore gravità.
La vicenda riguarda due episodi avvenuti tra Settembre 2024 e Gennaio 2025. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, due giovani donne, all’epoca di 23 e 21 anni, erano state avvicinate mentre si trovavano in strada e punte alle natiche con l’ago di una siringa da un uomo che si muoveva in bicicletta.
Il primo episodio risale al 14 Settembre 2024, sul Lungarno Buozzi. Una ventenne era stata punta mentre passeggiava, scatenando preoccupazione tra le giovani che frequentavano la zona. Un secondo episodio si era poi verificato alcuni mesi dopo, fino alla denuncia e agli approfondimenti investigativi.
Le indagini hanno portato all’identificazione del 52enne attraverso le immagini della videosorveglianza cittadina e il riconoscimento effettuato da una delle vittime. Gli investigatori hanno inoltre acquisito fotografie e materiale trovato sul cellulare e nelle disponibilità dell’imputato.
Gli episodi erano stati inizialmente qualificati come lesioni personali, ma nel corso degli accertamenti sono stati ricondotti a molestie sessuali legate al materiale rinvenuto. L’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Lydia Pagnini, aveva chiesto una condanna a tre anni, accolta dal giudice. La pena comprende già la riduzione di un terzo prevista dal rito abbreviato.
Durante il procedimento è stata disposta anche una perizia psichiatrica per verificare la capacità di intendere e di volere dell’imputato. L’esame lo ha ritenuto capace di autodeterminarsi, escludendo quindi un proscioglimento per infermità mentale.
La nuova condanna è solo un ulteriore capitolo giudiziario nella vicenda di Simone Baroncini, già condannato in passato per il femminicidio di Vanessa Simonini, la ventenne di Gallicano uccisa il 7 Dicembre 2009. Secondo quanto ricostruito nel processo, la giovane aveva accettato un passaggio in auto per raggiungere una festa, ma non vi arrivò mai. Dopo aver respinto un approccio dell'uomo e aver tentato di allontanarsi, fu raggiunta e strangolata. In un primo momento Baroncini cercò di simulare una rapina finita in tragedia, salvo poi confessare il delitto. Condannato in primo grado a 30 anni di reclusione con rito abbreviato, vide la pena ridursi a 16 anni in Appello, sentenza successivamente confermata dalla Cassazione. Tornò in libertà nel 2022 grazie agli ulteriori benefici previsti dall'ordinamento penitenziario.
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