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sabato 23 febbraio 2019

Cultura giovedì 23 febbraio 2017 ore 18:16

Si riaprono gli archivi della Domus Mazziniana

La Domus Mazziniana

Migliaia di lettere del periodo risorgimentale e post-risorgimentale nuovamente fruibili in una apposita sala del Palazzo della Canonica, a Pisa



PISA — Gli archivi della Domus Mazziniana sono nuovamente disponibili a tutti gli interessati. Migliaia di importanti documenti, in prevalenza lettere di personalità che hanno fatto la storia d’Italia e d’Europa (compresa una parte della documentazione personale di Mazzini) potranno essere nuovamente consultabili da storici e studiosi all’interno di una sala del Palazzo della Canonica, in Piazza dei Cavalieri a Pisa, dedicata appositamente alla loro conservazione e valorizzazione.

Grazie a un accordo tra la Scuola Normale, la Direzione Generale Archivi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana giunge così a una svolta una situazione di stallo protrattasi dal 2010. La riconfigurazione museale della Domus, che allora ebbe luogo in occasione delle celebrazioni per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, comportò infatti lo spostamento di gran parte della biblioteca, dell’emeroteca e dei fondi archivistici, prima in un deposito dell’Università di Pisa a Montacchiello e poi in un magazzino privato di Perignano nel Comune di Lari.

Da quel momento non era stata trovata una diversa sistemazione che garantisse, oltre che la tutela, anche la fruibilità dei preziosi documenti. La Direzione generale archivi del MiBACT, con un decreto adottato ai sensi del Codice dei Beni culturali, ha pertanto disposto la custodia del patrimonio archivistico della Domus Mazziniana presso i locali del Centro Archivistico della Normale, che si è resa disponibile ad accoglierlo.

La Direzione Generale Archivi ha già stanziato apposite risorse per sostenere un progetto specifico di descrizione informatizzata degli archivi della Domus Mazziniana coordinato dalla Soprintendenza Archivistica e che, per la parte informatica, verrà realizzato dalla Normale .

Tra i fondi in deposito si ricordano, oltre al piccolo ma significativo nucleo delle carte della famiglia Nathan, quello di Gustavo Chiesi, Giuseppe Dolfi, Arcangelo Ghisleri, Oliviero Zuccarini e di molti altri personaggi di rilevante interesse storico. In questi documenti è possibile trovare testimonianze dei protagonisti delle vicende politiche e culturali dell’età risorgimentale e post-risorgimentale: da Giuseppe Garibaldi ad Antonio Labriola, da Gaetano Salvemini a Benedetto Croce, tanto per fare solo qualche esempio.

La sala in cui sono collocati i documenti è stata intitolata a Francesco Bonaini, storico del diritto, per molti anni docente a Pisa, considerato il “padre” della archivistica italiana. L’accordo e il progetto di fruizione è stato quest’oggi presentato dal Direttore della Normale, Vincenzo Barone, con Gino Famiglietti, Direttore generale degli Archivi del MiBACT, ("Dopo sei anni i documenti sono stati messi in salvo, ma hanno rischiato di essere danneggiati per sempre perché dimenticati in un''autorimessa"), Diana Toccafondi, Soprintendente archivistica e bibliografica della Toscana, Daniele Menozzi, Presidente del Centro Archivistico Scuola Normale e Salvatore Settis, professore emerito della Scuola Normale. 



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