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Attualità Mercoledì 10 Giugno 2026 ore 11:13
Sicurezza sul lavoro, l’Asl, "Non siete soli"

Dopo gli ultimi infortuni mortali parla Domenico Gullì, direttore PISLL, "La prevenzione deve essere una presenza costante"
PISA — Gli ultimi infortuni mortali sul lavoro avvenuti nei territori dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest riaprono il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Un fronte che riguarda imprese, lavoratori, istituzioni e servizi di prevenzione, chiamati ogni giorno a vigilare in cantieri, fabbriche, porti, cave e aziende.
A fare il punto è Domenico Gullì, direttore della struttura Prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest. Il primo pensiero è rivolto alle vittime e alle loro famiglie. "Ogni vita spezzata sul lavoro è una sconfitta inaccettabile per l'intera società e può essere una ferita profondissima per i coniugi, i figli, i genitori di chi è morto solo perché è andato a lavorare", ha detto Gullì.
Il messaggio ai lavoratori è diretto. "Potete contare su di noi. I nostri operatori non sono burocrati dietro una scrivania, ma una presenza costante sul campo che crede nel compito che svolge", ha spiegato. Gullì ha poi aggiunto: "Siamo alleati della vostra salute e della vostra vita. Non siete soli in questa battaglia quotidiana perché questa è anche la nostra battaglia quotidiana".
Il lavoro del PISLL si muove su due piani: vigilanza e prevenzione. I controlli possono avvenire anche senza preavviso e servono a verificare il rispetto delle norme nei luoghi di lavoro, ma l’obiettivo non è solo repressivo. "Il nostro modello non è repressivo, ma si basa su una strategia integrata", ha detto Gullì, ricordando il ruolo della formazione, dell’assistenza, delle buone pratiche e del confronto con imprese, parti sociali e figure della prevenzione aziendale.
Durante le ispezioni, tecnici della prevenzione, medici del lavoro, ingegneri, geologi e chimici verificano l’applicazione dei piani di sicurezza, lo stato dei macchinari, l’uso dei dispositivi di protezione individuale, la formazione del personale e l’idoneità sanitaria dei lavoratori. Nei casi più gravi, ha spiegato Gullì, l’Asl può arrivare alla sospensione dei cantieri o al sequestro delle aree a rischio.
I numeri danno la misura dell’attività svolta. Nell’ultimo anno i servizi PISLL dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest hanno effettuato controlli su oltre 5mila aziende. In circa il 30% dei casi sono state riscontrate violazioni. La Toscana, ha ricordato Gullì, supera da anni l’obiettivo nazionale del controllo del 5% delle aziende attive, arrivando oltre il 7,5-8%, con percentuali ancora più alte nei comparti a maggiore rischio.
Il territorio della macro-azienda sanitaria comprende settori particolarmente esposti agli infortuni, come porti, nautica, cave, lapideo, cartario, edilizia, agricoltura, chimica e manifatturiero. In più, nell’area dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest si concentra oltre la metà delle aziende regionali classificate a rischio di incidente rilevante secondo la direttiva Seveso.
Un altro nodo riguarda la formazione. Per Gullì, la sicurezza nasce dalla consapevolezza, ma non tutti i percorsi formativi sono davvero efficaci. "Spesso alcuni corsi di formazione sono scatole vuote, noiose lezioni frontali e generiche", ha detto. La formazione, secondo il direttore PISLL, deve essere mirata e concreta, non una semplice firma su un foglio o un test finale risolto senza reale apprendimento.
Il richiamo finale è rivolto sia ai datori di lavoro sia ai dipendenti. "Nessun lavoro, nessuna urgenza di consegna vale una vita umana", ha detto Gullì. Alle imprese chiede di considerare la sicurezza una condizione per poter lavorare, investendo su manutenzione, macchinari adeguati, formazione e dispositivi di protezione. Ai lavoratori chiede invece di segnalare rischi, mancati infortuni e situazioni pericolose, anche rivolgendosi direttamente agli uffici dell’Asl se le segnalazioni interne restano senza risposta.
Per Gullì serve un salto culturale. "La sicurezza non deve essere più vista come un vincolo necessario, ma come un pre-requisito per poter esprimere le proprie abilità, la propria creatività e le proprie competenze", ha concluso.
Michele Bufalino
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