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Lavoro sabato 04 luglio 2020 ore 09:13

Teatro Verdi e biblioteche, protestano i sindacati

Un recente flash-mob dei lavoratori del Teatro Verdi di Pisa

I lavoratori della cultura, con Cgil e Sgb, sul piede di guerra contro amministrazione comunale, presidente della Fondazione teatrale e Rettore



PISA — Stessa amministrazione comunale, stesso settore - quello della cultura -, stessa problematica: le attività che stentano a ripartire con i lavoratori parcheggiati, tanto al Teatro Verdi quanto alla biblioteca comunale Sms. E i sindacati protestano, segnalando anche una situazione simile vissuta nelle tante biblioteche universitarie.

Nel caso del teatro le critiche alla presidente della Fondazione Teatro Verdi di Pisa, Patrizia Paoletti Tangheroni, arrivano da Mauro Fuso e Massimo Basilei, segretari rispettivamente di Cgil Pisa e Sic-Cgil Pisa.  

"L’audizione della presidente del teatro Verdi, effettuata il 1° luglio scorso, presso la terza Commissione del Comune di Pisa - scrivono Fusi e e Basilei -, ci ha stupito, irritato e, pensando allo stato d’animo dei lavoratori, persino offeso. Il tavolo negoziale con le figure apicali del Teatro, sugli ammortizzatori sociali (Fis) ha stabilito alcuni risultati positivi: anticipo del Fis, assunzione di una lavoratrice, impiego del personale del Teatro nella rassegna al Giardino Scotto. Risultati positivi, ma non soddisfacenti per la mancanza di una prospettiva e di un progetto artistico di medio e lungo periodo, di livello adeguato alla tradizione del Verdi e in grado di far esprimere al meglio le tante professionalità di cui il Teatro dispone".

"In ogni caso - aggiungono dalla Cgil -, la trattativa non ha mai registrato dichiarazioni esplicite di ridurre gli organici, né il numero e il livello qualitativo di attività da eseguire, il tutto pensando ad un modello di teatro, che sia in grado reinventarsi, di rispettare le nuove normative e, al tempo stesso, sia in grado di attrarre il pubblico che da sempre segue il Verdi. Per questo siamo rimasti quantomeno sorpresi ascoltando le teorie iperliberiste, di Tremontiana memoria, delle quali non facciamo l’elenco per rispetto dei dipendenti e della storia del Teatro degli ultimi decenni, che la Presidente ha indicato come elementi salvifici, rispetto alle attuali condizioni economiche ed organizzative, in cui per responsabilità diffuse, ma non certo dei lavoratori, versa il Teatro Verdi. Auspichiamo e sollecitiamo pertanto, un ripensamento complessivo delle strategie gestionali, attuali e prospettiche, del Teatro ed una ripresa tempestiva del confronto con il Sindacato, che riporti la discussione su un binario di rilancio delle produzioni culturali, che hanno fatto del Verdi un fiore all’occhiello della cultura Pisana e della nostra Regione".

Per quanto riguarda la biblioteca comunale, invece, a protestare è il Sindacato generale di base.

"Ripartono balli e calcetto ma i luoghi di cultura? Domanda senza risposta - scrivono da Sgb -, basti pensare che le biblioteche universitarie e quella comunale sono ancora chiuse e non è dato sapere se e quando riapriranno. Sicuramente sono elevati i costi per la messa in sicurezza e la igienizzazione ma tanta dimenticanza è motivata da un solo fatto ossia che non si vuole investire nella cultura giudicandola del tutto inutile alla ripresa di un paese e al ritorno alla tanto auspicata normalità". 

"In altri paesi colpiti dal covid le biblioteche sono aperte, in Italia no, si entra solo su appuntamento e di fatto non esiste libero accesso agli scaffali e alle aule studio. Anche le attività estive hanno escluso le biblioteche, perfino quelle dotate di grandi spazi all'aperto come quella comunale SMS, si guarda principalmente agli interessi dei commercianti ma non dei cittadini, degli utenti, non solo studenti e studentesse, delle biblioteche. Non un euro viene speso per le attività estive dedicate alla cultura, non si cerca neppure quella interazione con le associazioni che spesso garantisce eventi culturali a costi irrisori. La chiusura delle biblioteche come dell'università ha poi immediate ripercussioni negative sui lavoratori e delle lavoratrici (in ammortizzatore sociale o con orari e stipendi ridotti)".

"La Giunta Conti, al pari del Rettore - concludono da Sgb -, non possono sottrarsi ulteriormente, bisogna pensare a un piano di rilancio delle biblioteche e di attività culturali ad esse connesse, farlo senza perdere altro tempo e senza nascondersi dietro ai costi di sanificazione".



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