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Politica giovedì 28 gennaio 2021 ore 17:00

In sordina una rotatoria anche per Norma Cossetto

La recente intitolazione a Norma Cossetto di una piazza, nel Comune di Cascina

Fa discutere la delibera di giunta che, per la Giornata della Memoria, dà il via libera a due intitolazioni, ad Anna Frank e a Norma Cossetto



PISA — Ha il sapore del sotterfugio la decisione della giunta comunale, arrivata in occasione della Giornata della Memoria, di intitolare una rotatoria a Norma Cossetto, il cuoi nome compare nella stessa delibera in cui si decide di intitolare una rotatoria ad Anna Frank. La delibera è stata varata in occasione della Giornata della Memoria ma da Palazzo Gambacorti si è dato ampio risalto all'intitolazione della rotatoria di viale delle Cascine ad Anna Frank e nulla si è detto dell'altra. Perché?

Sulla scelta di intitolare allo stesso tempo due rotatorie ad Anna Frank e a Norma Cossetto - in questo caso quella tra via Maccatella e via Cisanello -, nella delibera si spiega che si deve "alla volontà dell’Amministrazione, in concomitanza con le celebrazioni del Giorno della Memoria, di dare un riconoscimento tangibile alla memoria di coloro che sono stati vittime di persecuzioni per motivi razziali e politici", andando ad individuare "due figure simbolo" nella ben nota Anna Frank e nella meno nota Norma Cossetto "nata a santa Domenica di Visinada (1920) e deceduta a Antignana (1943), studentessa universitaria istriana torturata, violentata uccisa e gettata in una foiba ad opera dei partigiani di Josip Broz (meglio conosciuto come Maresciallo Tito) per non essersi piegata alle richieste ed alle pressioni finalizzate a farla collaborare ed entrare nel movimento partigiano del Maresciallo".

Si tratta dunque di una chiara scelta politica della giunta di centrodestra che, presumibilmente intenzionata a stabilire una sorta di par condicio, considera "importante tributare un omaggio alla memoria di Anna Frank simbolo dell’olocausto posto in essere dal nazionalsocialismo e a Norma Cossetto persona integerrima che ha rifiutato di piegarsi alle pressioni ed alle richieste dei partigiani di Josip Broz arrivando a subire sofferenze atroci".

Sul singolare silenzio dell'intitolazione a Norma Cossetto, tuttavia, poco è dato sapere, sebbene qualche indizio arriva da "Una Città in Comune". Cui questo atto di giunta non è passato inosservato.

"Non tutti conoscono la storia di Norma Cossetto - scrivono -, anche perché quella diffusa dalla destra è in gran parte manipolata e mistificata. Sappiamo che era un studentessa universitaria uccisa in Istria probabilmente da partigiani italiani e infoibata poco più che ventenne, nell'autunno 1943, e che il padre era un fascista convinto, ufficiale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale impegnato in operazioni di rastrellamento antipartigiano sotto comando nazista. Norma Cossetto, "vittima" secondo la stampa di regime "della barbarie
balcano-comunista", divenne un simbolo per i fascisti filotedeschi già nel corso della guerra, quando la sorella creò una brigata nera a lei intitolata".

"Dopo la rotonda di Marina intitolata al nostalgico fascista Beppe Niccolai (approvata insieme alla rotonda per il comunista Giugi De Felice) proseguono dal movimento politico di opposizione -, il gioco della "par condicio" piace molto alla Giunta che stavolta usa un simbolo mondiale delle vittime della persecuzione nazista per far passare un simbolo della destra neofascista, la figlia di un persecutore alleato dei nazisti, vittima anch'essa della follia della guerra. La vicesindaca di Pisa ha spiegato che la rotonda è stata scelta perché è quella di accesso a San Rossore, dove furono firmate le leggi razziali fasciste. Non ha ancora spiegato il perché della rotonda scelta per la Cossetto: forse non sa che da lì si passa per raggiungere la chiesa di San Biagio a Cisanello, dove il 2 agosto 1944 le SS tedesche massacrarono 11 civili nella canonica e 12 rifugiati nella "casina rosa" poco distante. La memoria delle stragi nazifasciste è viva nel nostro territorio: non possiamo accettare che sulle vicende della seconda guerra mondiale si compia una macabra speculazione di legittimazione politica, accomunando sotto l'etichetta di "vittime" tragiche vicende dal significato e dallo spessore incomparabile".

"La commissione toponomastica di Reggio Emilia - ricordano in conclusione da Una Città in Comune - ha recentemente bloccato l'intitolazione di una via a Norma Cossetto per la mancanza di notizie storiche certe e verificate riguardanti le vicissitudini che hanno
portato alla cattura e all'uccisione della Cossetto
. Ci auguriamo che a Pisa possa succedere lo stesso".

Ma già a Cascina, su iniziativa della passata giunta di centrodestra, e in altri Comuni toscani, esistono vie e piazze intitolate a Norma Cossetto.

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