Interviste Venerdì 01 Maggio 2026 ore 10:00
"Colpiti da tanta umanità, in tanti ci hanno offerto rifugio"

Gabriele Pantano ha portato in salvo la sua famiglia, “Abbiamo lasciato casa in fretta, le fiamme sono vicine, non sappiamo quando torneremo"
SAN GIULIANO TERME — Il rogo del Monte Faeta ha tenuto sotto pressione il territorio tra Asciano e San Giuliano Terme. Partito dal versante lucchese, il fronte del fuoco si è spostato verso quello pisano, spinto dal vento. Nelle ultime ore le fiamme si sono avvicinate alle abitazioni di Asciano Pisano, rendendo necessaria l’evacuazione di circa 3500 persone.
Tra queste c’è anche Gabriele Pantano, 39 anni, allenatore di pallanuoto. Con la famiglia – sei persone in tutto, tra cui due bambini – ha dovuto lasciare la propria casa in fretta. Ora si trova ospite da parenti, in una sistemazione di fortuna, mentre resta l’ansia per quello che sta succedendo a pochi metri dalla sua abitazione.
Gabriele, dove si trova adesso?
"Siamo in una casa di parenti, al momento sfitta. Ci stiamo adattando come possiamo: siamo in sei, con due bambini, più due gatti e un cane. Non è semplice, ma almeno siamo al sicuro".
Com’è stato il momento dell’evacuazione?
"È successo tutto velocemente. Un mio vicino mi ha avvisato, poi è arrivata la conferma che dovevamo lasciare la casa. Io ero fuori, mia moglie era a una visita. Ci siamo organizzati in fretta per andare a prendere i bambini e recuperare qualche cosa".
Avete avuto difficoltà a portar via tutto?
"Sì, perché in queste situazioni non sai cosa prendere. Abbiamo fatto delle scelte di corsa. E purtroppo non siamo riusciti a portare via tutti gli animali: abbiamo dovuto lasciare un cane, le galline e altri animali. È una cosa che ci sta dando preoccupazione e ci pesa tanto".
Quanto sono vicine le fiamme alla vostra abitazione?
"Da quello che ho visto, forse un chilometro o anche meno in linea d’aria. Mi parlavano della zona sopra il ristorante La Valle come linea del fuoco. Ma in questi casi è difficile capire bene".
Cosa vi preoccupa di più in questo momento?
"Il vento. È quello che può cambiare tutto. Ho già vissuto l’incendio di Calci anni fa e ho visto le fiamme muoversi velocemente, anche senza alberi, spinte solo dal vento. È un’immagine che non ti dimentichi".
Avete indicazioni su quando potrete rientrare?
"No, ancora niente. L’ultima cosa che abbiamo sentito è di tenere tutto chiuso e aspettare. Si parla di evoluzioni nelle prossime ore, ma è tutto molto incerto".
I vostri figli come stanno vivendo questa situazione?
"Il più piccolo ha 7 anni e l’ha presa meglio. La bimba di 9 anni è più sensibile, ha visto tutto mentre andavamo via e si è spaventata, piangeva mentre andavamo via. Anche a scuola c’è stata confusione, molti genitori sono andati a prendere i figli in anticipo".
Avete percepito il fumo anche lontano dalle fiamme?
"Sì, tantissimo. In certi punti non si respirava neanche in macchina, con tutto chiuso. Poi abbiamo sentito che anche a Pisa città si percepiva l’odore".
Cosa vi manca di più in questo momento?
"La tranquillità. E la possibilità di sapere cosa succederà. Adesso pensi alla casa, agli animali rimasti lì, a tutto quello che hai lasciato".
Cosa farete nelle prossime ore?
"Proverò a tornare nei pressi di Asciano, se ci fanno avvicinare, per recuperare qualcosa, almeno dai parenti. Ma nella nostra zona non ci fanno più passare".
Cosa ti senti di dire in questo momento?
"Speriamo bene. Non possiamo fare altro che aspettare e fidarci di chi sta lavorando. Nel mondo in cui viviamo sono commosso e un po’ sorpreso dalla quantità di solidarietà ricevuta. Almeno una trentina di persone amiche mi hanno offerto case da Firenze a Castiglioncello, più altre che chiedevano come dare una mano o anche solo per una parola di conforto. Sapere che siamo ancora umani ai giorni nostri credo sia un piccolo miracolo e una stella lucente in questa notte buia.".
Michele Bufalino
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