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Politica Giovedì 04 Giugno 2026 ore 09:30
"Su tasse aeroporti disparità Pisa-Firenze”

"Società in utile, ma le tasse locali non vengono saldate". Conzadori analizza il rapporto tra gli enti pubblici e la governance di Toscana Aeroporti
PISA — Il contenzioso legato ai presunti debiti IMU di Toscana Aeroporti (TA) nei confronti del Comune di Pisa e della società di riscossione Sepi continua a far discutere. A fare il punto sulla vicenda, che vede sul piatto una cifra di circa 2,2 milioni di euro, è Gianni Conzadori, vicepresidente dell'associazione "Amici di Pisa" e rappresentante del Comitato Piccoli Azionisti di Toscana Aeroporti. Conzadori interviene per analizzare criticamente non solo la gestione dei bilanci e degli accantonamenti della società, ma anche la posizione espressa dalla Regione Toscana e il ruolo di controllo che i Comuni di Pisa e Firenze dovrebbero esercitare a tutela dei bilanci pubblici e dei cittadini.
Come Piccoli Azionisti di Toscana Aeroporti, qual è la vostra posizione sul contenzioso in atto con il Comune di Pisa per un presunto debito IMU di 2,2 milioni di euro?
"Siamo allibiti dalla dichiarazione del neoassessore regionale alla Mobilità, Filippo Boni, che afferma che la Regione nulla sapeva della morosità di TA nei confronti del Comune di Pisa, precisamente che: “La Regione non è a diretta conoscenza dell’entità del debito della società verso il Comune di Pisa, avendo appreso del contenzioso a mezzo stampa, né risultano comunicazioni ufficiali né dall’amministrazione comunale né dalla società stessa, e sia la Regione che il Comune rientrano nella compagine societaria di Toscana aeroporti” e che “la Regione ha effettuato un esame delle relazioni sulla gestione dei bilanci delle annualità pregresse, da cui risulta che TA ha provveduto ad accantonamenti per contenziosi”
Ritiene insolito che la Regione non fosse a conoscenza di questo contenzioso, considerando che è socia di Toscana Aeroporti?
"È lampante la difficoltà del neoassessore nel rispondere e contemporaneamente salvaguardare la Regione da cui dipende, sia per le attuali responsabilità regionali per non aver contezza del debito seppur a bilancio di TA, di cui è socia, sia per quelle precedenti, per aver volontariamente condizionato, col Governatore Enrico Rossi, il processo d’incorporazione della società aeroportuale fiorentina (AdF) in quella pisana (SAT), favorendone la fusione in una società a maggioranza privata, TA. Regione che prosegue anche con Giani ad avere un rapporto sbilanciato a favore di Firenze, nonostante i moniti lanciati dalla clamorosa bocciatura del Consiglio di Stato del Master Plan della pista 12 30, di cui la nuova pista 11 29, è la copia".
Quali sono le vostre prossime mosse e come valutate il comportamento della società rispetto ai suoi obblighi fiscali a Pisa?
"Sull’approvazione della VIA del nuovo aeroporto fiorentino abbiamo presentato Ricorso al TAR, contro il decreto autorizzativo 678, reiterandolo alla luce dell’aiutino fornito dal nuovo DM 253, che non richiederebbe più il parere autorizzativo europeo e su cui stiamo facendo i dovuti approfondimenti. Detto ciò, confermiamo che ci vergogniamo del fatto che, nonostante TA continui a vantarsi dei record raggiunti, faccia utili e distribuisca 7 milioni annui di dividendi, non onori il pagamento di 2,2 milioni di IMU a Pisa, tassa pagata persino dagli immobili ecclesiastici, sorretti da attività commerciali".
L’assessore Boni ha comunque rassicurato sul fatto che Toscana Aeroporti ha effettuato degli accantonamenti nei bilanci per coprire i contenziosi. Questo non vi tranquillizza?
"L’affermazione a quale bilancio annuale si riferisce? L’assessore dovrebbe controllare e garantire che gli importi accantonati si riferiscono a tutti i bilanci societari dal 2013 in poi e se essi abbiano capienza tale da garantire tutti i contenziosi in essere".
Il fatto che la notizia sia emersa pubblicamente solo di recente cosa indica secondo voi?
"È grave che a Pisa non se ne parlasse e che l’abbia svelato solo un coscienzioso Consigliere comunale, con un accesso atti personale presso SEPI, che è l’ente riscossore del Comune, che ne elegge la presidenza. L’assessore Boni documenti quindi pubblicamente quali e quanti sono i contenziosi in essere di TA, sia a Pisa, che Firenze, visti i silenzi fiorentini al riguardo, però svelati parzialmente dal consigliere Dimitri Palagi, che attraverso un accesso atti ha appurato che il Comune incassa solo 15.964 € l’anno di IMU, a fronte di utili che permettono la distribuzione di 7 milioni di dividendi ai soci, di cui il 62,28% va a CAI, azionista di maggioranza".
Esistono differenze oggettive tra i criteri di applicazione dell'IMU applicati a Firenze rispetto a quelli applicati a Pisa?
"Il credito vantato da Pisa, dovrebbe spiegarcelo il Sindaco Conti. Invece la Sindaca Funaro dovrebbe spiegare come mai, dopo 6 anni dalla prima sentenza di Cassazione, nessun accertamento formale sia seguito e una parte consistente degli immobili aeroportuali sia rimasta in categoria catastale E–esente IMU per legge, senza verifiche impositive comunali, con rischi d’intervenute prescrizioni".
Ritiene che gli organi di controllo societari e i collegi sindacali dei Comuni avrebbero dovuto rilevare prima questa situazione?
"Aspettiamo spiegazioni dai due Sindaci anche per l’addebito di eventuali danni erariali"
I Comuni incassano quote di dividendi da TA, ma l'IMU andrebbe interamente alle casse comunali. Qual è il vostro punto di vista?
"Nella fattispecie emerge lampante il ruolo di subalternità politica dei Comuni, enti esattori, nei confronti della Società privata TA, di cui sono soci pubblici e da cui annualmente riscuotono piccoli dividendi, ma da cui dipendono per la realizzazione di attese opere aeroportuali. E in tale rapporto Pisa è più che subalterna"
Michele Bufalino
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