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Politica venerdì 27 ottobre 2017 ore 10:58

Un altro addio al Pd pisano

E' quello del giovane avvocato Francesco Verdianelli, consigliere del Parco e già assessore a San Giuliano. Ecco la sua lettera di dimissioni



PISA — "Cari Compagni, Amici e Democratici,

poche parole. Credo, anzi è così, che la mia esperienza in questo partito, figlio del progressismo e nato dalla fusione di sensibilità politiche e culturali diverse, sia volta al termine.

La mia scelta consta di grande dolore e, soprattutto, è permeata dal rammarico e dall’amarezza per non esser riuscito nell’intento che mi ero prefisso e, cioè, quello di poter contribuire, fino in fondo e per quel che potevo fare, prima alla costruzione della più importante realtà politica italiana e, poi, quando il divenire, giusto o sbagliato che esso sia stato e sia, si è manifestato, ad un cambiamento del pensiero contingente di questo PD.

Legato ad una storia che mi appartiene, che colma la mia anima politica e che affonda le sue radici sin nel profondo della storia della sinistra italiana, non vedo altra scelta se non quella di prefiggermi propositi ed obiettivi diversi.

Non posso più assistere, inerme, alle scelte “fatte e subite”, mentre mi piacerebbe essere attore di una svolta seria e condivisa. Non servono più inutili proclami, ma basta solo la serietà di avviare un vero processo di mutazione culturale e politica. Dobbiamo, e dunque qui il condizionale non è d’obbligo, scegliere quale destino delegare sia all’attuale che alle future generazioni, ma di questo già ampiamente se n’è parlato e, spesso, a sproposito. Servirebbe, concretamente, solo metterlo in atto.

La “rottamazione”, tanto proclamata, non ha funzionato e non funzionerà, i “social” non funzionano e non funzioneranno, così come crediamo che funzionino…ma questo ce lo insegna la storia in atto. In politica esiste, però, sempre una regola, immane ed universale, la “passione comunicativa”, figlia, ormai perduta, dell’umanità: vuol dire essere capaci di interloquire con la gente, permettersi di guardarla negli occhi, scrutarne l’anima, capirne il ragionamento, l’intento e, alla bisogna, la vena critica e, poi, fare sintesi e prendere decisioni, in poche parole, agire con addosso cucito il senso della responsabilità di un Paese, mai guidata, come avrebbe detto qualcuno, dal “mercato e dalla lotta di potere tra le persone”.

E’ tutta qui l’essenza della Politica, per come la intendo io, madre di una comunità e di una famiglia dove non ci saremmo mai detti “fuori fuori”, niente più niente meno".



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