Politica venerdì 29 agosto 2025 ore 16:30
Affitti studenti, Pisa è sempre più cara

Una Città in Comune denuncia la situazione, "Case fatiscenti a 400 euro al mese, mentre mancano alloggi pubblici e cresce la rendita turistica"
PISA — L’avvicinarsi del nuovo anno accademico riaccende l’attenzione sulla questione abitativa degli studenti fuori sede. A sollevarla è il gruppo consiliare Una Città in Comune, che denuncia l’ennesimo aumento dei prezzi degli affitti a Pisa, mentre cresce in parallelo il numero di case sottratte alla locazione ordinaria per essere trasformate in affitti turistici a breve termine.
"Alle porte del nuovo anno accademico Pisa è sempre meno accessibile per chi viene da fuori a studiare nella nostra città", si legge in una nota diffusa oggi. "Stanze, spesso fatiscenti, raggiungono anche i 400 euro a fronte di salari fermi e del progressivo smantellamento del welfare".
Secondo UCIC, la politica locale e regionale non sta garantendo condizioni minime per permettere a studentesse e studenti di frequentare serenamente l’università. "Il diritto allo studio è di fatto negato. Chi può permettersi di sostenere i propri figli all’università in queste condizioni?"
Nel mirino del comunicato anche la giunta Conti, accusata di celebrare "i nuovi studentati privati degli immobiliaristi", mentre lo scorso anno centinaia di aventi diritto non hanno ricevuto un alloggio pubblico per mancanza di posti.
"La regione e l’università non danno risposte sufficienti e il Comune, intanto, non rivede gli accordi territoriali né apre un tavolo con proprietari e inquilini per garantire accesso sicuro agli studenti: si tutela la rendita e si lascia decidere al mercato chi può o meno studiare".
UCIC chiede infine "interventi normativi per limitare la piaga delle locazioni turistiche" e propone una politica di "riconversione del patrimonio pubblico in studentati, invece di una svendita agli investitori", citando i casi dell’ex caserma Artale, via Zamenhof, la Paradisa e l’ex facoltà di Chimica.
"La difesa del diritto allo studio – conclude il gruppo – passa dal diritto all’alloggio. Senza una visione comune, si rischia di compromettere il futuro stesso della città"
Michele Bufalino
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