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Attualità lunedì 02 novembre 2015 ore 18:00

Cardiologia, un premio in ricordo di Vera Srebot

Un riconoscimento a tre giovani medici per i loro progetti di ricerca. Il concorso stato è dedicato alla specializzanda scomparsa un anno fa



PISA — Arrivano premi di studio speciali, per giovani medici specialisti in malattie dell’apparato cardiovascolare per ricordare Vera Srebot, giovanissimo medico con specializzazione in cardiologia scomparsa un anno fa. I riconoscimenti di studio, assegnati su iniziativa di fondazione Vera nel cuore onlus, fondazione Toscana Gabriele Monasterio e Ausl 5 Pisa, saranno consegnati mercoledì 4 novembre alle 15 nell’auditorium dell’area di ricerca Cnr di San Cataldo.

La partecipazione al concorso era aperta a giovani medici interessati a presentare un progetto di ricerca in ambito sperimentale o clinico nel settore della cardiologia. La commissione, compostra da Rita Mariotti, Stefano Giaconi, Massimo Srebot, Claudio Passino e Michele Emdin, ha individuato persone proprio come Vera, che lei stessa avrebbe potuto scegliere per amico o amica, come compagno o compagna di lavoro.

Mercoledì 4 novembre riceveranno il riconoscimento in memoria di Vera Srebot Marco Cameli, Alessandro Valleggi e Iacopo Fabiani, inoltre hanno meritato una menzione Luigi Emilio Pastormerlo, Giuseppe Vergaro, Francesca Menichetti, Claudia Camaioni. Tutti sono laureati in medicina e chirurgia, specialisti in malattie dell’apparato cardiovascolare e hanno elaborato in maniera autonoma un progetto di ricerca sperimentale o clinica. Ogni candidato ha presentato la sua storia personale e il suo curriculum, precisando i motivi della scelta professionale, di medico e di cardiologo, ricordando anche i suoi interessi in ambito culturale e sociale.

“Amicizia, impegno, cura, amore, rigore, speranza, tenacia, dolcezza sono alcuni dei colori dell’anima di Vera Srebot – ricorda Michele Emdin, docente di malattie dell’apparato cardiovascolare all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, presentando la cerimonia di mercoledì 4 novembre - che ha illuminato chiunque le sia stato vicino. Vera è stata una persona speciale negli affetti familiari, nell’amore dello studio, dello sport, della vita, nell’impegno nei confronti degli altri, nella voglia di conoscere e di apprendere, come nel modo con cui ha affrontato la malattia, con coraggio ed intelligenza”.

“Un premio in nome di Vera – sottolineano i genitori, Marta Lupetti e Massimo Srebot - non può essere soltanto il giusto riconoscimento ad un progetto scientifico ma anche il premio a un medico che unisce in maniera equilibrata e con intelligenza la passione per la conoscenza al sostegno per il prossimo, al rispetto, all'onestà senza la quale ogni professione rischia di essere sterile e fine a se stessa ed addirittura pericolosa. Vera la ricordiamo così, anche per l'entusiasmo e d il sacrificio dal quale scaturiva tutta la sua gioia di vivere e di condividere le esperienze, non soltanto lavorative, ma anche culturali e sportive”.

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