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Attualità martedì 05 gennaio 2021 ore 21:40

Le scorie nucleari di cui Pisa si deve liberare

Il Cisam di San Piero a Grado

Due i siti in Toscana individuati da Sogin come idonei ad ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Servirà a svuotare anche il Cisam?



PISA — Dopo anni di attese, Sogin ha finalmente comunicato un elenco di 67 siti considerati idonei ad ospitare il Deposito nazionale di scorie nucleari. Tra questi possibili siti anche Trequanda (Si) e Campagnatico (Gr), per cui la Regione Toscana ha vivamente protestato. Auspicato da anni, il Deposito nazionale è stato pensato per raccogliere in un unico luogo materiali radioattivi oggi conservati in depositi "temporanei" - ma fino ad oggi non proprio temporanei - sparsi in tutta Italia, Pisa compresa.

Il deposito "temporaneo" di scorie nucleari pisano è quello del Cisam (ex Cresam) di San Piero a Grado, il "Centro interforze studi e applicazioni militari" gestito dalla Marina Militare e già sede del reattore nucleare di ricerca RTS-1 “Galileo Galilei” smantellato a partire dagli anni '80. Tuttavia, dal 2010, il Cisam è stato individuato come luogo "temporaneo" di conservazione dei rifiuti radioattivi della Difesa (decreto del Presidente della Repubblica del 15 Marzo 2010, n. 90).

Lo stoccaggio di scorie nucleari al Cisam solleva parecchi dubbi. Sebbene si tenda a non parlarne molto, le prime perplessità sorgono non appena si pensa che il Cisam - così come la base Usa di Camp Darby e ora anche la base delle forze speciali italiane del Comfose - ricadono nell'area protetta del Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli. In secondo luogo, trattandosi di un sito militare, il Cisam sfugge ai periodici monitoraggi dell'Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione). Riguardo al Cisam, l'Isin si limita a scrivere che "in tale impianto sono presenti rifiuti radioattivi le cui attività di gestione sono svolte nell’ambito dell’Amministrazione della Difesa, ai sensi dell’art. 162 del D.Lgs. n.230/1995 e successive modifiche".

In sostanza, non c'è modo di sapere quante scorie radioattive il Cisam custodisca, per non parlare di che tipo sono e in che modo siano conservate. Un dato di fatto è che la Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, nella relazione pubblicata nel febbraio 2018 - presto contestata con decisione dalla Forze Armate -, scrisse che "le condizioni in cui versano diversi siti e installazioni militari (prime fra tutte le strutture del Cisam di Pisa, visitate dalla Commissione nell’ambito di una apposita missione), nonché di arsenali e depositi di munizioni, attestano, che in taluni casi, gli standard di sicurezza garantiti dall’amministrazione della Difesa sul territorio non sono adeguati al livello di rischio a cui sono soggetti i lavoratori impiegati".

Altro dato di fatto è che nel 2018 la Sogin Spa, società alla quale sono attribuiti i compiti di localizzazione, realizzazione ed esercizio del Deposito nazionale, ha condotto uno studio di fattibilità riguardante la conversione del reattore RTS-1 “Galilei” in deposito temporaneo di rifiuti radioattivi a media e bassa attività. Lo studio ha riguardato l’analisi tecnico - ingegneristica delle opere civili dell’edificio del reattore nucleare RTS-1, in particolare rispetto alla sismicità di riferimento. E nel Luglio 2019 la Marina ha dato il via libera alla gara per l’appalto dei lavori di recupero funzionale dell’uso dell’Edificio Reattore del Cisam tramite la messa in sicurezza del solaio di copertura ed il rifacimento dell’impermeabilizzazione.

Infine, tra Febbraio e Marzo 2020, nell'esprimere un parere sul recepimento della direttiva2013/59/Euratom le Commissioni Difesa di Camera e Senato hanno confermato che dal 2007 il Cisam "ha avviato le attività di dismissione e rilascio incondizionato del reattore termico sperimentale RTS-1 "Galileo Galilei" e attualmente costituisce il deposito temporaneo per la gestione, condizionamento e conservazione dei rifiuti radioattivi provenienti dall’Amministrazione difesa"; e che "i rifiuti temporaneamente stoccati presso il sito del Cisam, derivanti da attività industriali, di ricerca e medico-sanitarie e dalla dismissione dell’unico reattore di ricerca della Difesa sono classificabili come rifiuti di media e bassa attività derivanti da attività civili e quindi pienamente conformi [...] a quelli destinati al conferimento al Deposito nazionale"

"Il deposito del Cisam, in quanto sito di stoccaggio temporaneo, è intrinsecamente inidoneo per dimensioni e per caratteristiche, alla gestione definitiva di rifiuti radioattivi", hanno sottolineato le Commissioni parlamentari, motivo per cui "si rende necessario assicurare la coerenza complessiva del processo di smaltimento dei rifiuti radioattivi attraverso una previsione che stabilisca il conferimento dei rifiuti radioattivi derivanti da attività civili della Difesa al Deposito nazionale e il conseguente esercizio da parte dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), in affiancamento agli Enti della Difesa, delle funzioni ispettive presso il citato Cisam".

Ecco perché il passo in avanti fatto oggi da Sogin, con l'indicazione dei possibili siti dove poter realizzare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, può essere considerata una buona notizia per Pisa: con la creazione del Deposito nazionale il Cisam, San Piero, il parco di San Rossore e il territorio verrebbero finalmente liberati da un fardello, per quanto nascosto, assai pesante.

Guido Bini
© Riproduzione riservata


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