Politica Martedì 06 Gennaio 2026 ore 12:30
Leopolda a Patrimonio Pisa, Auletta all'attacco

Una città in Comune attacca la scelta della giunta Conti: gestione alla società partecipata vista come favore ai privati e perdita di spazi pubblici
PISA — L’affidamento della gestione diretta della Stazione Leopolda alla Patrimonio Pisa srl accende lo scontro politico in città. A contestare la decisione della giunta guidata dal Michele Conti è Una città in Comune, che parla apertamente di un nuovo passo verso la privatizzazione del patrimonio pubblico.
Nel mirino del gruppo di opposizione finiscono le parole dell’amministratore unico Matteo Dell'Innocenti sul futuro della Leopolda e di altri immobili che l’amministrazione intende trasferire alla società. “Le recenti dichiarazioni dell'amministratore unico Matteo Dell'Innocenti sul futuro della Leopolda e degli altri beni che la giunta Conti intende trasferire alla società, tra cui gli Arsenali Repubblicani, delineano uno scenario che denunciamo da tempo: la trasformazione definitiva del nostro patrimonio collettivo in un bancomat per grandi eventi privati e logiche di mercato”.
Secondo Una città in Comune, dietro concetti come sviluppo e sussidiarietà si nasconderebbe un processo ben diverso. “Quello che Dell’Innocenti definisce ‘motore di sviluppo’ e ‘sussidiarietà circolare’ è, nei fatti, un processo di esternalizzazione selvaggia che sottrae spazi alla cittadinanza e alle associazioni, per sviluppare iniziative autogestite, per consegnarli a brand globali. Mentre l’amministratore vanta il successo del lancio mondiale di un’auto di lusso, dimentica di dire che la gestione della Stazione Leopolda è iniziata senza atti formali trasparenti e sotto l'imperativo del lucro”.
La critica si allarga poi agli altri immobili coinvolti. “Affidare da parte del Comune ora gli Arsenali Repubblicani ed altri a una società di diritto privato significa sancire la fine della loro vocazione pubblica e culturale, rendendoli inaccessibili alle associazioni del territorio che non possono permettersi ‘tariffe di mercato’”. Per Una città in Comune la linea dell’amministrazione è chiara. “La gestione targata Patrimonio Pisa non è valorizzazione, ma svendita e privatizzazione. Il piano di alienazioni per il 2025-2026, con oltre 20 milioni di euro di immobili messi in vendita nel 2026 è un fallimento politico”.
Nel comunicato viene citato anche il caso delle Ex-Stallette come esempio emblematico. “Casi come quello delle Ex-Stallette - riqualificate con 3 milioni di euro di soldi pubblici e ora messe in vendita a un prezzo inferiore - dimostrano che questa amministrazione preferisce svendere anziché progettare. La nostra visione: una città per chi la abita, non per chi la compra”.
La presa di posizione si chiude con una proposta alternativa. “Contro la ‘Pisa vetrina’ di Dell'Innocenti e della giunta Conti, noi ribadiamo una visione alternativa della città: basta esternalizzazioni, gli spazi di pregio come gli Arsenali e la Leopolda devono restare a gestione pubblica diretta del Comune, garantendo l'uso gratuito o agevolato alle realtà sociali e culturali cittadine per promuovere iniziative autogestite”.
Infine il richiamo all’emergenza abitativa e studentesca. “Emergenza abitativa e studentesca: invece di trasformare ogni immobile in hotel studenteschi, chiediamo che il patrimonio pubblico sia utilizzato per rispondere al drammatico bisogno di case popolari e a canone sociale e posti letto per studenti. Beni Comuni: chiediamo l’applicazione immediata del Regolamento sui beni comuni per permettere ai cittadini di rigenerare e gestire direttamente gli spazi abbandonati, fuori dalle logiche di profitto della Patrimonio Pisa srl”.
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