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Politica giovedì 16 ottobre 2025 ore 11:00

Dimissioni di Pingitore, polemica sui quartieri

I consiglieri Lacroce, Martinelli e Gionfriddo

L'ormai ex presidente del Comitato di Oratoio-Riglione accusa l'amministrazione di disinteresse. L'opposizione: "La destra danneggia la comunità"



PISA — Le dimissioni di Francesco Pingitore da presidente del Comitato di quartiere di Oratoio-Riglione hanno acceso la polemica. Nei giorni scorsi, infatti, Pingitore ha comunicato di aver lasciato il proprio incarico, lamentando "il totale disinteresse dell'amministrazione comunale" verso le richieste del quartiere stesso.

"Che senso ha rivestire un ruolo che non è legittimato dall'interlocutore? - ha chiesto Pingitore - il ruolo del presidente del Comitato di quartiere dovrebbe essere quello di portare all'attenzione dell'amministrazione le problematiche del territorio e i progetti di miglioramento dello stesso, e questo è quello che ho sempre cercato di fare in questi anni, riscontrando tuttavia poca disponibilità al dialogo ma soprattutto la totale assenza di legittimazione".

Un gesto che ha innescato la polemica, soprattutto per quanto riguarda l'attuazione dei nuovi organismi di partecipazione, per il momento ancora in alto mare. "Un regolamento che avrebbe dovuto essere operativo a inizio consiliatura è bloccato per problemi di applicabilità - hanno commentato Paolo Martinelli, Gianluca Gionfriddo ed Emilia Lacroce - è inaccettabile che la partecipazione resti sulla carta: chiediamo di discuterne subito in Consiglio comunale".

"Abbiamo chiesto più volte di inserire il tema all’ordine del giorno, trovando ogni volta un muro di voti contrari - hanno aggiunto - questo impedimento politico della destra danneggia l’intera comunità. Vogliamo trasparenza sui numeri e un calendario certo per l’avvio degli organismi. Le dimissioni di protesta di Pingitore sono un segnale d’allarme: non è disimpegno, ma la prova che chi lavora per i quartieri vive nell'abbandono delle istituzioni".

"Le nostre richieste sono coerenti con quanto detto in campagna elettorale: circoscrizioni più piccole e omogenee; superamento della logica delle nomine e delle lottizzazioni a favore di organismi elettivi con regole semplici e verificabili e rappresentanza chiara per i soggetti di interesse non strettamente di quartiere - hanno concluso i consiglieri de La Città delle Persone - la partecipazione non è un favore: è un diritto della città. La maggioranza smetta di rinviare e apra il confronto in aula".


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