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Attualità mercoledì 15 settembre 2021 ore 11:15

"Inizia la scuola, personale e spazi non ci sono"

La "biciclettata" di ieri e lo striscione davanti alla Prefettura

Con la biciclettata di ieri associazioni, genitori e insegnanti hanno dato appuntamento per una nuova manifestazione il 20 Settembre



PISA — Barone Rampante, Cobas Scuola Pisa, Collettivo Studenti Buonarroti, Flc-Cgil Pisa, Gilda degli Insegnanti Pisa, Gruppo Docenti Precari Pisa (Cnps), Osservatorio Permanente Scuole Pisa, Priorità alla Scuola Pisa e Pontedera, Rifondazione Comunista- Circoli Cittadini, Una Città In Comune, queste le sigle di associazioni, sindacati e gruppi politici che ieri hanno dato vita ad una "biciclettata" a Pisa, "ricucendo una connessione tra Scuola e Territorio, tra Istituzioni e Cittadinanza, tanto auspicata e declamata dal governo quanto di fatto evanescente nella pratica".

L'iniziativa è stata promossa per denunciare la cronica carenza di aule e personale alla ripresa del nuovo anno scolastico, auspicando investimenti per la scuola a tutti i livelli: Ministero, Regione, Provincia e Comune. Una nuova manifestazione, "Venti di Settembre", è stata annunciata per il 20 Settembre in Logge di Banchi, dalle 17.

"I problemi della scuola sono prima di tutto strutturali - hanno sottolineato -, l’inadeguatezza degli edifici dell’area del Concetto Marchesi è stata per anni oggetto di discussione senza trovare una soluzione. Oggi, solo all’ultimo minuto utile, si recuperano 4 aule dalle vicine Officine Garibaldi che, ricordiamolo, sorgono proprio dove un tempo c’era l’istituto d'istruzione Galileo, riqualificato nel 2015 con un investimento pubblico di oltre 8 milioni di euro, per poi essere lasciato in gestione ad un soggetto privato. Mentre a pochi metri altri edifici pubblici sono stati lasciati a marcire da oltre un decennio, come ad esempio gli edifici in piazza delle Gondole, di proprietà dell’Azienda Ospedaliera, che restano a simboleggiare la mancanza di investimento sui territori e la progressiva riduzione di offerta di servizi pubblici, tra cui scuola e sanità restano ultimo fragile baluardo. Per noi diventano simbolo della necessità di una maggiore cura del territorio, di pianificazione e investimento da parte del governo e degli enti pubblici in generale, a partire dal reindirizzamento delle risorse del PNRR fino ad un più strutturale aumento della percentuale di PIL da dedicare all’Istruzione Pubblica".

"Oltre alle risorse è necessario anche un coordinamento tra enti locali, un dialogo che manca, come è evidente dal caso delle aule non utilizzate della Scuola dell’infanzia Perodi che il Comune di Pisa non ha rese disponibili all’attiguo Liceo Carducci che ne avrebbe estremo bisogno o nel caso del plesso di via Sancasciani conteso tra I.C. Fucini e Liceo Dini e che la Provincia e il Comune di Pisa hanno deciso la destinazione senza darne comunicazione ai rispettivi dirigenti. Un coordinamento, anzi, una condivisione “fra Amministrazione e Prefetture, Regioni, Enti locali; fra Amministrazione e Scuole e, nelle Scuole, fra dirigenti scolastici, docenti, personale ATA, famiglie e studenti” auspicato dalla Circolare 1107 22/07/2021 del Miur del 2021, è rimasto lettera morta, perché la Circolare - a parte un generico e retorico appello a essere come la nazionale di calcio vittoriosa agli Europei - accompagna il verbale 34 del Comitato Tecnico, nel quale le misure per la ripresa della scuola in sicurezza si scontrano con un sostanzialmente inesistente incremento di risorse".

"Il distanziamento in aula è solo “raccomandato” - prosegue la nota -, così che vi saranno classi che ne potranno godere e classi che faranno lezione in spazi angusti e in condizione di assembramento senza che il governo sia responsabile della carenza di spazi adeguati; la sanificazione quotidiana prevista lo scorso anno viene retrocessa a semplice “pulizia”; nessun investimento concreto sul sistema dei trasporti. Il Piano scuola 2021-2022, uscito con tempismo il 5 agosto, ha confermato esplicitamente “l’attività del tavolo di coordinamento operante presso ciascuna Prefettura”, per la “definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, volto ad agevolare la frequenza scolastica anche in considerazione del carico derivante dal rientro in classe di tutti gli studenti”. Che ne è stato di quel tavolo? Che analisi dei dati ha prodotto? Quale monitoraggio delle scelte dello scorso anno? Quali soluzioni ha proposto? Delle riunioni nella nostra provincia, se ve ne sono state, nessuna comunicazione chiara e tempestiva è stata data alla cittadinanza. L’unica data di cui siamo a conoscenza, prevista per venerdì 10 settembre, non ha prodotto la comunicazione di risultati apprezzabili, e studenti e studentesse si apprestano a rientrare senza sapere su quali mezzi saliranno, con quali garanzie - l’unica misura di alleggerimento (l’invito a scaglionare ingressi e uscite) lasciata ancora una volta ai complicatissimi rebus organizzativi dei singoli istituti. Nel piano viene richiamato l’art. 11, comma 3, del DL 300/1999, che disciplina le competenze prefettizie in caso di ritardo nell’adozione delle opportune misure di coordinamento. Ma che senso ha richiamare leggi e competenze volte a garantire per il trasporto scolastico misure in deroga, servizi aggiuntivi e corsie preferenziali, se l’unico strumento a disposizione resta quella di affidarsi al trasporto in proprio, oppure di avviarsi alla fermata invocando S. Cristoforo (protettore dei viaggiatori)?"

"E’ un abbandono che tocca trasversalmente tutti i livelli di istruzione - osservano -: dall’infanzia alle superiori, dagli istituti comprensivi alle scuole serali. La mancanza di coordinamento, i ritardi, la comunicazione opaca, scarsa, o nulla sono sinonimo di un governo debole, che manca di provvedimenti concreti e lascia le scuole, una volta ancora, sole con se stesse.  Anche prima dell’inizio della pandemia siamo stati più volte sotto l’Ufficio Scolastico Provinciale per chiedere al suo dirigente di farsi portavoce verso il governo di una revisione del DPR 81/2009, il famigerato decreto Gelmini sulle classi pollaio. Ma la risposta del Ministero per risolvere il problema sostanziale - anzi il padre di tutti i problemi - al terzo anno di emergenza sanitaria, alterna costruzioni linguistiche bizzarre (come il distanziamento necessario “qualora logisticamente possibile”), alla retorica della scuola degli abbracci; suggerisce di “garantire un buon ricambio dell’aria” attraverso l’apertura delle finestre sui due lati delle aule (cosa possibile solo in casi residuali negli edifici scolastici), mentre si limita a un vago impegno per attivare “un piano sperimentale di intervento sulle istituzioni scolastiche che presentino classi particolarmente numerose”, inventandosi poi, sempre con il tempismo delle scadenze due ore prima per due dopo, regole talmente complesse per accedere a una possibilità di sdoppiamento da svelare la misura per quello che è realmente: un mero specchietto per le allodole della comunicazione mediatica. L'auspicata riduzione del numero di alunni per classe richiede un rafforzamento dell'organico (docenti e Ata) e spazi adeguati. I concorsi banditi (con modalità da noi contestate) non sono stati sufficienti a colmare le carenze di organico e non hanno risolto il problema del precariato storico, così come le attuali modalità di convocazione tramite algoritmo dalle GPS hanno generato caos, senza garantire né la piena trasparenza, né la correttezza della procedura stessa nonostante in provincia di Pisa fosse stato sperimentato un software efficace negli anni scorsi. Sarebbe stato preferibile, come già richiesto in passato, attuare convocazioni in presenza".

"Infine - concludono -, le istituzioni locali, il Comune di Pisa, gli altri comuni limitrofi e la Provincia, quasi come se fossero davvero inconsapevoli delle carenze e dell’inadeguatezza delle proprie strutture, si sono mosse in ritardo e in emergenza. E se oggi molti immobili non sono disponibili, nulla si sta facendo per renderli di nuovo fruibili tra 2 o 3 anni anche per prevenire quanto accaduto nelle scuole dell’I.C. Curtatone e Montanara di Pontedera, chiuso da un giorno all’altro durante l’estate, relegando gli studenti nei container. Ribadiamo che è necessario iniziare a investire seriamente risorse sul sistema scolastico, a tutti i livelli; è necessario rimettere la Scuola e l’istruzione in generale tra le priorità di un paese che non può più permettersi di lasciare a casa, “a distanza”, le future generazioni".

Da queste considerazione l'annuncio di una nuova manifestazione in piazza XX Settembre, lunedì 20 Settembre dalle 17. "Per un nuovo presidio, dopo l’avvio della scuola, per continuare a dare voce a tutte le istanze di studenti e studentesse, docenti, personale ATA e genitori che della scuola vivono quotidianamente tutte le problematiche e contraddizioni, ignorate, nella sostanza, dalle istituzioni".

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